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Martedì 1 ottobre 2013 - 16:26

Rifugiati: Cri, preoccupazione per reality dai campi umanitari su Rai 1

(ASCA) – Roma, 1 ott – In una dichiarazione congiunta laFederazione internazionale delle Societa’ di Croce rossa eMezzaluna rossa (Ficr) e la Croce rossa italiana (Cri)esprimono profonda preoccupazione per l’imminente debutto delreality show ”Mission”, in onda Rai uno in autunno.

”L’obiettivo dichiarato di questo programma – scrivono inuna lettera Bekele Geleta, segretario generale Ficr, eFrancesco Rocca, presidente nazionale Cri – e’ di documentarel’esperienza di celebrita’ italiane che vivono la vita dioperatori umanitari nei campi profughi in diversi paesiafricani. La nostra posizione – proseguono – e’ che unreality show, formato ben noto per spettacolarizzare iproblemi piuttosto che riflettere sulle loro cause e sullesoluzioni possibili, rischi di trasformare le tragedieumanitarie in fiction, la sofferenza in intrattenimento, ladignita’ umana in gioco. Anche se l’obiettivo dell’iniziativae’ quello di creare consapevolezza, il rischio che cio’diventi un’opportunita’ per aumentare gli ascolti tv a spesedella dignita’ delle persone e’ semplicemente troppo alto, inmaniera inaccettabile”. ”Crediamo anche – aggiungono i firmatari della lettera -che avere personaggi famosi che interpretano il ruolo dioperatori umanitari potrebbe non riuscire a dare una visioneprecisa e corretta del lavoro umanitario come un’attivita’altamente professionale, che richiede competenze tecniche especifiche, dando la visione semplicistica di qualcosa chepuo’ essere fatta da chiunque”.

La Croce rossa e la Mezzaluna rossa ”sono impegnate afornire supporto alle persone migranti nei paesi di origine,transito e destinazione anche promuovendo la loro inclusionesociale e riteniamo che i media abbiano il potere diagevolare questo processo condizionando positivamente lepercezioni e le idee della gente”.

Pertanto, ”noi della Croce rossa e della Mezzaluna rossaci appelliamo a tutti i media nazionali e internazionaliaffinche’ contribuiscano attivamente ad affrontare ladifficile condizione delle persone vulnerabili, compresi imigranti, incoraggiando un dialogo piu’ profondo e piu’critico per quanto riguarda le questioni umanitarie. Undialogo che abbracci i fenomeni nella loro complessita’ e chevada oltre l’emergenza, la crisi e le potenziali minacce chele tematiche umanitarie presentano, per aumentare laconsapevolezza delle opportunita’ e dei vantaggi cheimplicano. Un dialogo che conservi la dignita’ delle persone,senza pieta’ o commiserazione. Un dialogo che ripensi ilproprio linguaggio e vada oltre le etichette di migranti,rifugiati, sfollati, clandestini e dia voce a ciascuno diloro come persone che hanno una dignita’, competenze,conoscenze, esperienze, sogni e speranze per il futuro. Undialogo che li ritragga non piu’ come beneficiari edestinatari passivi di aiuti umanitari, ma che guardi a lorocome nostri altri se’, in qualita’ di partner che hannodiritto ad una esistenza dignitosa e possono rappresentare unprezioso contributo alle loro nuove comunita’ ospitanti,ovunque si trovino”, conclude la lettera aperta di Ficr eCri.

com-stt/mpd

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