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Venerdì 27 settembre 2013 - 18:05

Napolitano: voto anticipato prassi Italia, smarrito rispetto istituzioni

(ASCA) – Milano, 27 set – Mette subito in chiaro che il votoanticipato e’ ”una prassi molto italiana”.

Poi denuncia lo ”smarrimento del rispetto istituzionale epersonale” da parte delle forze politiche. E ai giovanistudenti che gli chiedono se va tutto bene, risponde: ”Nonesageriamo”. Giorgio Napolitano parla a Milano. E’ luil’ospite d’onore di un convegno promosso dall’Universita’Bocconi per celebrare Luigi Spaventa. Ma nel suo intervento,quasi interamente dedicato alla figura dell’economistascomparso il 6 gennaio scorso, il presidente della Repubblicanon manca di ribadire la propria preoccupazione per le sortidel governo, sempre piu’ in bilico per la decisione deiparlamentari Pdl di dimettersi in massa in caso di voto afavore della decadenza di Silvio Berlusconi da senatore.

Lo si capisce fin dalle prime battute, quando Napolitanoparla dei 7 anni che videro Spaventa protagonista della vitapolitica nazionale nelle vesti di parlamentare del Pci. Ilperiodo e’ quello compreso tra il 1976 e il 1983.

”Due legislature – ricorda Napolitano – entramberaccorciate, prassi molto italiana, da scioglimenti precocidelle Camere”. Ma i richiami sulla situazione politicaattuale non finiscono qui. Napolitano cita ancoral’esperienza parlamentare di Spaventa per denunciare l’abissoche separa la politica contemporanea da quella della PrimaRepubblica. Perche’ allora, evidenzia il Capo dello Stato,nonostante il dibatitto parlamentare fosse a volte moltoacceso, ”le distanze e gli scontri sul piano delle idee edel rapporto tra maggioranza e opposizione non producevano,come oggi, lo smarrimento di ogni nozione di confrontocivile, e di ogni costume di rispetto istituzionale epersonale”. Frasi che suscitano l’applauso della platea. Non quello diRoberto Maroni, che pochi minuti prima aveva confermato cheLega Nord e Pdl sono sulla stessa linea: ”Se serve a farcadere il governo Letta – le parole del segretario delCarroccio – anche i nostri parlamentari si dimetteranno”.
Nell’intervento di Napolitano c’e’ poi un’altrariflessione di carattere generale, servita al Presidentedella Repubblica da monito per quelle forze politiche troppoconcentrate sui propri interessi di parte. La politica,ammonisce il capo dello Stato, e’ ”consapevolezzadell’interesse generale, senso del dovere civico e percezioneresponsabile dei problemi della societa’ e dello Stato”. E”di questa dimensione, propria del vivere in democrazia,ogni cittadino dovrebbe essere partecipe”. Napolitano fa anche il nome di Silvio Berlusconi. Ma locita per parlare del passato, della discesa in campo delCavaliere inutilmente contrastata da Spaventa. Che nel 1994sorprese tutti scegliendo di ripresentarsi alle elezioni persfidare, nel suo stesso collegio, il futuro presidente delConsiglio. L’economista sapeva bene che per lui era unasconfitta annunciata, ma scelse di correre lo stesso ”mossonon dall’intento di tornare in Parlamento, ma dal gusto dellasfida, del confronto antidemagogico sui problemi dinanzi aicittadini”. Poi, la partenza per Roma, dove lo attende il premierEnrico Letta. Napolitano sondera’ le opzioni sul tavolo perimpedire che tutto possa precipitare. Un compito non facileanche secondo l’ex premier Mario Monti che quando si rivolgeal Capo dello Stato parla esplicitamente di ”pesantefardello” per lui. Il leader di Scelta Civica, tornato inBocconi in veste di presidente dell’ateneo, nel suo brevesaluto rivolge infatti un sentito rigraziamento a Napolitano”per avere accettato questo fardello che era gia’ pesantenel momento in cui ha accettato e il cui peso con il passaredei giorni non mi sembra vada diminuendo”.

fcz/fdv

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