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Venerdì 20 settembre 2013 - 13:14

P.A.: emendamenti Sc, decreto cosi’ non va, no sanatoria precari

(ASCA) – Roma, 20 set – Linda Lanzillotta e Pietro Ichino anome di Scelta Civica hanno presentato alla Prima Commissionedel Senato alcuni emendamenti al decreto legge in materia diPubblica amministrazione. ”Si tratta di aspetti fondamentaliche condizioneranno la nostra posizione, in quanto icontenuti del decreto, se accolti, ci porterebbero indietrorispetto al percorso intrapreso dalla spending review e dalprocesso di riduzione della spesa pubblica, diriqualificazione dell’azione amministrativa, di trasparenza emoralizzazione dell’azione amministrativa avviato dal governoMonti e dalla precedente legislazione” spiegano i duesenatori.

Sono cinque, in particolare i punti chiave posti dagliemendamenti di Scelta Civica e riguardano: 1. No allastabilizzazione generalizzata dei precari , si’all’immissione in ruolo di quanti hanno gia’ operato nellapubblica amministrazione sulla base di procedure concorsualiaperte a tutti e con il riconoscimento di un punteggio difavore a chi e’ gia’ in servizio. Se come prevede il decretodel governo nei prossimi anni, nei quali la riduzione degliorganici e la riduzione della spesa imporra’ assunzioniridotte, tutti i posti fossero riservati a precari e a idoneidi concorsi svolti magari dieci anni fa, si precluderebbel’accesso alla pubblica amministrazione di giovanimeritevoli.

2. No alla ulteriore proroga di graduatorie aperte da anniche farebbero entrare nella pubblica amministrazione personedequalificate chiudendo, anche in questo caso, la porta delleamministrazioni pubbliche a tanti giovani preparati.

3. Ricorrere alla mobilita’ per assorbire gli esuberi ecolmare i vuoti d’organico prima di procedere a nuoveassunzioni.

4. No alla pubblicizzazione e stabilizzazione delpersonale delle societa’ dello Stato, regioni ed enti localiche versano in stato fallimentare o devono essere sciolte perlegge. Migliaia di dipendenti quasi sempre assunti con metodiclientelari, senza nessuna selezione ora, stando a quantoprevede il DL 101, a differenza di tanti dipendenti diaziende private in crisi, verrebbero assorbiti da altresocieta’ pubbliche.

5. No alla soppressione per decreto e senza comprensibiliragioni della Civit , un organismo indipendente preposto allavalutazione dei dirigenti delle amministrazioni, allatrasparenza e alla prevenzione della corruzione.

”L’augurio e’ che il governo sia disposto a un confrontovero che porti a correggere una impostazione che smontaquanto e’ stato faticosamente fatto negli ultimi anni”concludono Lanzillotta e Ichino.

com-ceg/mau/rob

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