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Martedì 17 settembre 2013 - 20:18

Riforme: Quagliariello, momento piu’ complesso su forma di governo(1upd)

(ASCA) – Roma, 17 set – ”Il momento piu’ complesso hariguardato la forma di governo, dove le posizioni erano piu’distanti. Devo sottolineare che la terza ipotesi”, quellache si affianca a quelle a favore del mantenimento delparlamentarismo e del semipresidenzialismo, e che ”si ispiraal modello del governo parlamentare del primo ministro, none’ l’ipotesi della commissione”. Lo ha sottolineato ilministro per le Riforme, Gaetano Quagliariello nel corsodella conferenza stampa a Palazzo Chigi.

”Il momento piu’ complesso dal punto di vista tecnico e’relativo al titolo V, sulla forma di Stato – ha poi aggiuntoil ministro -. Si e’ a lungo discusso e dibattuto su come siapossibile uscire da questa sorta di magia policentrica cheha caratterizzato il nostro sistema dopo l’approvazione dellariforma del titolo V”. Quagliariello ha fatto poi un breve excursus dei puntidella relazione finale della commissione.

Per quanto riguarda il bicameralismo, ha osservato ”c’e’la consapevolezza quasi unanime della necessita’ di usciredal bicameralismo paritario e differenziare le attivita’ diCamera, che diventa Camera politica e Senato, che diventaSenato delle Regioni e delle autonomie. Anche se c’e’ unacorrente minoritaria che punta per una soluzionemonocamerale. Ci sono idee diverse su come votare per isenatori”.

Sul titolo V ”le due correnti sono quella che ritiene chedai limiti attuali del titolo V debba derivare unaricentralizzazione verso lo Stato e quella favorevole allaprosecuzione verso un federalismo avanzato”. C’e’ anche unacorrente che mira alla ”flessibilizzazione del rapporto traStato e periferia, introducendo una clausola di garanzia checonsenta allo Stato di richiamare a se’ alcune competenze, maanche una clausola di devoluzione, che consenta un percorso’inverso”’.

Per la forma di governo c’e’ ”chi e’ per il mantenimentodel parlamentarismo e ritiene che tocchi ai partiti rinnovatisvolgere un ruolo di rinnovamento” e chi sostiene ilsemipresidenzialismo, e ”per cui l’elezione del verticeesecutivo e’ il modo per superare il sistema dei partiti”.

Accanto a queste c’e’ la terza ipotesi di un modello di”governo parlamentare del primo ministro, dove permane lafigura di garanzia del Presidente della Repubblica ma dove ilvertice dell’esecutivo e’ eletto dalla sovranita’ popolare”.

Ci sono poi due ipotesi relative allo sciogliemntodell’esecutivo, quella alla tedesca, ”per cui loscioglimento puo’ essere bloccato da una sfiduciacostruttiva” e quella alla spagnola, ”dove la sfiduciacostruttiva puo’ solo anticipare la richiesta disciglimento”.

Sulla legge elettorale, prosegue Quagliariello, chi e’ peril sistema semipresidenziale sul modello francese opta per ilsistema di elezione a doppio turno di collegio; chi e’ per ilsistema parlamentare ha a disposizione un ventaglio piu’ampio di possibilita’; chi e’ per la forma parlamentare delprimo ministro opta per il sistema a doppio turno dicoalizione.

Nel capitolo relativo a strumenti di partecipazione e didemocrazia diretta ”la proposta piu’ forte e’ quella cheprevede la legge di iniziativa popolare secondo cui sequest’ultima non venisse discussa si trasformerebbe inreferendum, con l’esclusione delle leggi di spesa”.

Infine, ha concluso Quagliariello c’e’ anche la revisionedel numero dei parlamentari che prevede una ”considerevole”riduzione. njb

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