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Martedì 17 settembre 2013 - 11:40

Regioni: Garante,per consiglieri accesso a dati sanitari a prova privacy

(ASCA) – Roma, 17 set – Il diritto dei consiglieri regionaliad accedere alle informazioni utili all’espletamento del loromandato deve bilanciarsi con il diritto alla privacy, inparticolare quando si tratta di consultare documentazionesanitaria riferita a persone. E’ il principio affermato dalGarante per la privacy intervenuto a seguito di segnalazionidi amministrazioni regionali che avevano ricevuto, da partedi consiglieri, alcune richieste di accesso a certificatimedici e cartelle cliniche per verificare la correttezza deiservizi erogati dagli organi sanitari regionali. Due i casiesaminati dal Garante. Nel primo caso, il Presidente di unConsiglio Regionale aveva chiesto di conoscere i nominatividel personale medico e infermieristico di Asl, aziende epresidi ospedalieri giudicato inabile a svolgere alcunemansioni. Aveva inoltre chiesto di visionare le copie dellecertificazioni di invalidita’ e verificare la composizionedegli organi di accertamento.

Sebbene le attivita’ di controllo dei consiglierinell’espletamento del loro mandato debbano essere garantite, le richieste di informazioni possono essere soddisfatte, haprecisato Il Garante, solo se indispensabili ad adempierealla funzione pubblica rivestita dai consiglieri, assicurandocomunque particolare tutela per i dati sanitari, dalla cuicircolazione puo’ derivare un grave pregiudizio per gliinteressati.

L’Autorita’ ha quindi prescritto che il Presidente delConsiglio regionale possa accedere alle informazionirichieste solo previo oscuramento dei nominativi delpersonale giudicato inabile.

Nel secondo caso un consigliere regionale aveva richiestoalla Asl l’accesso alla cartella clinica di un pazientesottoposto a trattamento sanitario obbligatorio (Tso) pereffettuare delle verifiche. Il Garante ha disposto che ilconsigliere regionale puo’ accedere alla cartella clinica delpaziente, solo dopo avere interpellato la persona sottopostaa Tso (o il suo legale rappresentante). Quest’ultimo,infatti, puo’ opporsi per motivi legittimi al trattamento diinformazioni che lo riguardano. Trattando dati sensibilioccorre, infatti, recare il minor pregiudizio possibile allavita privata degli interessati. Sulle misure prescritte alle due Regioni il Garante haritenuto opportuno acquisire il previo parere dellaCommissione per l’accesso ai documenti amministrativi pressola Presidenza del Consiglio dei ministri.

res/rus

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