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Martedì 17 settembre 2013 - 17:32

Pd: intesa vicina su regole Congresso. Armistizio tra Renzi e Cuperlo

(ASCA) – Roma, 17 set – Torna a riunirsi domani alle 18 laCommissione, presieduta dal segretario Guglielmo Epifani, chedeve mettere a punto le regole per il Congresso del Pd. Ilclima tra le varie componenti del partito e’ piu’ sereno diqualche settimana fa. Lo conferma all’Asca Nico Stumpo,organizzatore delle primarie che un anno fa furono vinte daPier Luigi Bersani e perse da Matteo Renzi, oggi schieratoper la candidatura di Gianni Cuperlo a segretario: ”LaCommissione ha il compito di proporre all’Assemblea nazionaleche si riunisce venerdi’ e sabato a Roma un pacchetto diregole comuni. Se non c’e’ convergenza, non se ne fa niente.

A luglio c’erano gia’ le condizioni dell’intesa intorno allabozza proposta dall’europarlamentare Roberto Gualtieri cheprevedeva la separazione tra la fase in cui si elegge ilsegretario nazionale da quella in cui si eleggono i segretariregionali”. Conferma Lorenzo Guerini, ex sindaco di Lodi,renziano: ”Abbiamo il dovere di trovare la massimaconvergenza come segnale di responsabilita’ da dare alpartito e alla sua base. Ci auguriamo che si passi alla fasedel confronto sui contenuti abbandonando quella delleschermaglie sulle candidature”.

L’Assemblea nazionale del Pd e’ composta da piu’ o meno900 persone. ”Per essere valida – sottolinea Stumpo – devonoessere presenti la meta’ piu’ uno degli aventi diritto. Pensoche non avremo problemi a raggiungere il quorum”. QuestaAssemblea fu eletta alla fine del Congresso del Pd del 2009,quindi fotografa una composizione del partito in cui eraassente la componente di Matteo Renzi. Precisa Guerini suquesto punto: ”Nel frattempo, molti esponenti dell’area diDario Franceschini sono passati con noi. Lo stesso e’avvenuto per quanti si riconoscevano nella mozione di IgnazioMarino e anche parecchi bersaniani hanno cambiatoopinione”.

L’ipotesi prevalente della vigilia dell’Assemblea e’ checorrezioni alle regole dello scorso Congresso potrebberoessere minime perche’ per essere approvate dovrebberoottenere la meta’ piu’ uno dei voti degli aventi diritto. Lacomponente renziana potrebbe avere una funzione diinterdizione rispetto alle proposte di quanti si riconoscononella candidatura di Cuperlo e viceversa. Da qui l’ipotesi diarmistizio, almeno sulle regole. Il patto potrebbe esserequello di non far salire tensioni che potrebbero trasformarel’Assemblea in una riunione incontrollabile. Le componenti diBersani e Massimo D’Alema potrebbero rinunciare a faR votarein Assemblea la modifica dello Statuto che non renderebbepiu’ automatico che il segretario del Pd sia il candidatopremier del centrosinistra, come si prevede attualmente (laproposta dovrebbe comunque ottenere i 2/3 dei votidell’Assemblea, per evitare di essere sottoposta a referendumnel partito anche per iniziativa di un unico iscritto).

Per quanto riguarda la data del Congresso, i renzianiinsistono perche’ si rispetti quanto indicato nell’ultimariunione di Direzione del Pd: 24 novembre. Una ipotesi dimediazione potrebbe essere la data dell’8 dicembre. AlCongresso potranno partecipare tutti gli iscritti senza unadata limite: quasi sicuramente ci si potra’ iscrivere pure ilgiorno stesso in cui si terra’ l’assemblea congressuale diCircolo (gli iscritti nazionali si sono dimezzati rispetto alCongresso del 2009 e non superano attualmente i 250 mila, daqui la scelta di non indicare una data come barriera).

L’accordo sulla metodologia congressuale dovrebbe poiprevedere l’ufficializzazione delle candidature a segretarionazionale in contemporanea con l’avvio dei Congressi diCircolo, primo step per poi passare alle primarie aperte sulsegretario nazionale e ai congressi regionali. Primarie”aperte”, come chieste dai renziani, significa che aeleggere il segretario possono concorrere iscritti edelettori non iscritti al Pd.

Qualsiasi proposta di regole congressuali dovesse usciredall’Assemblea – confermano Stumpo e Guerini – dovra’ poiessere approvata da una apposita riunione della Direzione delPd. In caso di non accordo, resterebbero in vigore le regoledel Congresso del 2009. La possibilita’ che Matteo Renzidiventi segretario sembra gia’ essere stata metabolizzata dalPd. Le componenti del partito che solo pochi mesi fa avevanoannunciato barricate contro quella ipotesi sono venute a piu’miti consigli.

gar/vlm

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