Header Top
Logo
Lunedì 20 Novembre 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Politica
  • Crisi: Confartigianato, boom di associazionismo e welfare ‘fai da te’

colonna Sinistra
Martedì 17 settembre 2013 - 11:23

Crisi: Confartigianato, boom di associazionismo e welfare ‘fai da te’

(ASCA) – Roma, 17 set – Gli italiani puntanosull’associazionismo e sul welfare ”fai da te’ per reagireai danni economici e al disagio sociale provocati dallacrisi. E’ quanto emerge da un rapporto dell’Ufficio studi diConfartigianato che fotografa gli effetti della recessione ele risposte dei nostri connazionali e che verra’ presentatoal ”Festival della Persona’, organizzato dallaConfederazione a Verona il 19 e 20 settembre. Dalla rilevazione affiora un quadro drammatico sul frontedell’occupazione: 3.076.300 italiani sono disoccupati, aiquali si aggiungono 1.703.500 inattivi ”scoraggiati’ (vale adire che non cercano lavoro perche’ ritengono di non riuscirea trovarlo) e 318.600 cassintegrati, per un totale di5.098.400 persone (pari al 10% della popolazione) che vivonogravi difficolta’ nel mercato del lavoro. La crisi ha peggiorato anche le condizioni di vita deglianziani con piu’ di 65 anni, vale a dire 12.370.822 personeche rappresentano il 20,8% della popolazione, una percentualedestinata a toccare il 33,1% nel 2050. Le esigenze di assistenza agli over 65 e, in generale, dicura della famiglia, hanno provocato un boom del numero dibadanti e di collaboratori domestici: secondoConfartigianato, nel 2011 sono complessivamente 881.702 enegli ultimi cinque anni sono aumentati di 257.456 unita’,con una crescita del 53,7%. Tra le mille difficolta’ della crisi, si scopre un’Italiasolidale che si organizza per supplire alle carenze deiservizi pubblici e rispondere alle esigenze dei cittadini,testimoniando la capacita’ dei nostri connazionali diimpegnarsi in prima persona al servizio della comunita’. Ilrapporto di Confartigianato rivela infatti che, tra il 2001 eil 2011, il numero delle associazioni no profit e’ cresciutodel 28%. Oggi se ne contano 301.191, che occupano 680.811persone e vengono aiutate nelle loro attivita’ da ben4.758.622 volontari, pari all’8% della popolazione. E tra gli italiani impegnati a resistere alla crisi, gliimprenditori si distinguono per il numero piu’ alto tra iPaesi europei e per la capacita’ di creare occupazione: sono5.574.333 e rappresentano il 9,3% della popolazione. Tra il1997 e il 2012 le imprese dell’economia reale -manifatturiero, costruzioni e servizi non finanziari – hannocreato 1.614.300 nuovi occupati, mentre nello stesso periodol’agricoltura ha registrato una riduzione di 431.200occupati, la Pubblica amministrazione ha perso 147.500addetti e il settore della finanza e assicurazioni haincrementato gli occupati di sole 49.300 unita’. Si confermacosi’ l’assoluta prevalenza dell’economia reale sull’economiafinanziaria nella creazione di posti di lavoro: la crescitadell’occupazione nell’economia reale e’ 33 volte quelladell’economia finanziaria. ”Questi numeri – sottolinea Giorgio Merletti, Presidente diConfartigianato – dimostrano la necessita’ di fare leva sullavocazione imprenditoriale degli italiani per uscire dallacrisi e ricostruire benessere e coesione sociale. Gliinterventi di politica economica devono valorizzare lecapacita’ che hanno fatto grande il made in Italy nel mondo,la creativita’ e il ”saper fare’ tipici dell’artigianato edelle piccole imprese, la cultura, la tradizione produttiva,l’innovazione profondamente radicate nei territori del nostroPaese. Impresa, lavoro, famiglia, territorio,associazionismo: sono i valori fondanti del ”modelloitaliano’ da cui bisogna ripartire per lasciarci finalmentealle spalle una crisi che ha prodotto profondi dannieconomici e disagio sociale. Al tempo stesso va costruito unsistema di welfare ”a misura’ della realta’ sociale,economica ed occupazionale e dei nuovi bisogni deicittadini-imprenditori e delle loro famiglie”. rus

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
Torna su