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Sabato 14 settembre 2013 - 17:48

Berlusconi: voto segreto o palese? Scontro si proietta gia’ su Aula Senato

(ASCA) – Roma, 14 set – Ancora scintille sulla questione della decadenza di Silvio Berlusconi da parlamentare. Stavolta, pero’, il ‘casus belli’ non e’ originato dall’andamento dei lavori nella Giunta per le elezioni di Palazzo Madama, il cui esito sembra al momento scontato. Lo scontro politico, in parte preventivo e in parte tattico, si e’ gia’ proiettato sul passaggio successivo, ovvero sul pronunciamento finale dell’Assemblea. Con voto segreto, come previsto dal regolamento, o voto palese? E’ questo il nuovo nodo politico da sciogliere. Ma andiamo con ordine. A chiedere che l’Aula si pronunci in futuro con voto palese, sulla decadenza del senatore Silvio Berlusconi, non e’ piu’ solo il Movimento 5 Stelle. Ai grillini si sono infatti uniti la Lega Nord, il Partito democratico e l’Udc. Il Pdl continua invece a sostenere che il regolamento del Senato prevede il voto segreto e che questa norma non puo’ essere cambiata. A Chianciano Terme, in occasione della festa dell’Udc, il senatore del Pd Nicola Latorre, protagonista di un dibattito con il capogruppo Pdl di palazzo Madama, Renato Schifani, si augura ”che si voti con voto palese”, perche’ ”bisogna avere – afferma – il coraggio delle proprie posizioni, ancor piu’ in un passaggio cosi’ delicato”. Immediata e’ la replica dell’ex presidente del Senato, per il quale ”il regolamento del Senato e’ chiaro e prevede il voto segreto, a meno che non si realizzino nuove maggioranze anche in termini di regolamenti, ma non vi sarebbero i tempi. Finora la prassi e’ stata ampiamente violata, le regole procedurali per fortuna no”. Latorre suggerisce a Berlusconi di dare le dimissioni prima del voto del Parlamento sulla sua decadenza, perche’ ”aiuterebbe il Paese” e sarebbe un ”atto di generosita”’. Per Schifani queste ”sono provocazioni che confermano la volonta’ del Pd di soffiare sul fuoco, di rompere quest’esperienza che ha voluto Silvio Berlusconi. Siamo diversi caro Latorre. Non me ne vado – dice – solo per rispetto a questa platea”. Nel dibattito interviene anche il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, per il quale se da una parte il ”regolamento del Senato e’ inequivocabile e prevede voto segreto”, dall’altra, ”sotto il profilo personale mi augurerei la trasparenza di un voto palese, perche’ e’ giusto che in quella sede ciascuno si assuma la propria responsabilita’, in Senato, davanti agli italiani”. Dal canto suo la Lega Nord rompe il fronte del centrodestra e, nonostante avesse fatto sapere che votera’ contro la decadenza dell’ex premier, si schiera a favore del voto palese in Aula: ”La Lega Nord – annuncia il capogruppo al Senato, Massimo Bitonci – chiedera’ la votazione palese quando arrivera’ in Aula al Senato il voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi. Su questa vicenda riteniamo che ogni partito debba assumersi in maniera limpida le proprie responsabilita’ davanti ai cittadini senza sotterfugi o giochi politici”. Sinistra e liberta’ tira le somme spiegando che ”il voto palese sarebbe necessario e sarebbe anche un requisito fondamentale di civilta’ democratica e trasparenza politica” ma, sottolinea Loredana de Petris, presedente del Gruppo Misto-Sel al Senato, non vorrei che, dati i tempi lunghissimi richiesti dalla modifica dei regolamenti parlamentari, l’obiettivo del voto palese si risolvesse in una ennesima dilazione all’infinito della decisione del Senato sulla decadenza del senatore Berlusconi”. Cosi’ Nicola Morra, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, che per primo ha avanzato la proposta del voto palese in Aula sulla decadenza di Berlusconi, lancia una sfida e chiede ”alle altre forze politiche che in queste ore si sono pronunciate a favore della nostra proposta, di passare direttamente dalla parole ai fatti e chiedere al Presidente del Senato Grasso di calendarizzare la modifica del regolamento e metterla immediatamente ai voti. Via il voto segreto!”. ceg/vlm

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