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Venerdì 13 settembre 2013 - 16:31

Salute: trasmessa al Parlamento relazione annuale su legge 194 (aborto)

(ASCA) – Roma, 13 set – E’ stata trasmessa oggi al Parlamentola relazione annuale sull’attuazione della legge 194/78,sulla tutela sociale della maternita’ e per l’interruzionevolontaria di gravidanza, che presenta i dati preliminarirelativi al 2012 e quelli definitivi del 2011. Lo riferisceuna nota del ministero della salute.

”Per la prima volta – ha detto il ministro BeatriceLorenzin – e’ stato avviato un monitoraggio articolato sulterritorio relativamente ad alcuni aspetti dell’applicazionedella 194, quelli piu’ specificamente legati all’obiezione dicoscienza, che arriva fino ad ogni singola struttura e adogni singolo consultorio. I dati della relazione indicano cherelativamente all’obiezione di coscienza e all’accesso aiservizi la legge ha avuto complessivamente una applicazioneefficace. Stiamo lavorando per verificare, insieme alleRegioni, la presenza di eventuali criticita’ locali pergiungere al piu’ presto al loro superamento”.

Nella relazione ancora una volta viene confermato il trenddegli anni precedenti: una diminuzione delle interruzionivolontarie di gravidanza secondo tutti gli indicatori. I datipreliminari indicano che nel 2012 sono state effettuate105.968 interruzioni volontarie di gravidanza (Ivg), con undecremento del 4.9% rispetto al dato definitivo del 2011(111.415 casi) e un decremento del 54.9% rispetto al 1982,anno in cui si e’ registrato il piu’ alto ricorso all’IVG(234.801 casi).

Il tasso di abortivita’ (numero delle Ivg per 1?000 donne ineta’ feconda tra 15-49 anni), l’indicatore piu’ accurato peruna corretta valutazione della tendenza al ricorso all’IVG,nel 2012 e’ risultato pari a 7.8 per 1.000, con un decrementodell’1.8% rispetto al 2011 (8.0 per 1000) e un decremento del54.7% rispetto al 1982 (17.2 per 1000). Il valore italiano e’tra i piu’ bassi di quelli osservati nei paesiindustrializzati.

Dal 1983 il tasso di abortivita’ e’ diminuito in tutti igruppi di eta’, piu’ marcatamente in quelli centrali. Tra leminorenni, nel 2011 e’ risultato pari a 4.5 per 1000 (stessovalore del 2010), con livelli piu’ elevati nell’Italiasettentrionale e centrale. Come negli anni precedenti, siconferma il minore ricorso all’aborto tra le giovani inItalia rispetto a quanto registrato negli altri Paesidell’Europa Occidentale, cosi’ come minore e’ la percentualedi aborti ripetuti e di quelli dopo novanta giorni digravidanza.

Rimane elevato il ricorso all’Ivg da parte delle donnestraniere, a carico delle quali si registra un terzo delleIvg totali in Italia: un contributo che e’ andato crescendonegli anni e che si sta stabilizzando. Anche tra questedonne, comunque, si inizia ad osservare una tendenza alladiminuzione al ricorso all’IVG.

Si osserva come l’esercizio del diritto all’obiezione dicoscienza abbia riguardato elevate percentuali di ginecologifin dall’inizio dell’applicazione della Legge 194, con unaumento percentuale del 17.3% in trenta anni, a fronte di undimezzamento delle IVG nello stesso periodo. In particolare,una stima della variazione negli anni degli interventi di Ivga carico dei ginecologi non obiettori mostra che dal 1983 al2011 le IVG eseguite mediamente ogni anno da ciascun nonobiettore si sono dimezzate, passando da un valore di 145.6IVG nel 1983 (pari a 3.3 ivg a settimana, ipotizzando 44settimane lavorative annuali, valore utilizzato come standardnei progetti di ricerca europei) a 73.9 ivg nel 2011 (pari a1.7 ivg a settimana, sempre in 44 settimane lavorative in unanno).

I numeri complessivi del personale non obiettore appaionocongrui al numero complessivo degli interventi di Ivg.

Eventuali difficolta’ nell’accesso ai percorsi Ivg sembranoquindi dovuti ad una distribuzione inadeguata del personalefra le strutture sanitarie all’interno di ciascuna regione.

In collaborazione con le Regioni, il Ministero delle Saluteha avviato un monitoraggio a livello di singole struttureospedaliere e consultori per verificare meglio le criticita’e vigilare, attraverso le Regioni, affinche’ vi sia una pienaapplicazione della Legge su tutto il territorio nazionale, inparticolare garantendo l’esercizio del diritto all’obiezionedi coscienza dei singoli operatori sanitari che ne faccianorichiesta e, al tempo stesso, il pieno accesso ai percorsi diIvg, come previsto dalla Legge, per le donne che scelgano difarvi ricorso.

red/sam/rl

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