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Giovedì 12 settembre 2013 - 15:31

Pensioni: Brunetta, Grillo e’ ridicolo, torni a fare il comico

(ASCA) – Roma, 12 set – ”Era ora. Grillo passa dallospettacolo ai numeri. Cosi’ se la prende con me convinto dipoter usare i dati sulle pensioni come un manganello.

Poveretto. Sappia allora il collega Grillo che le suevalutazioni sono ridicole e risibili. Costruisce tesi daosteria applicando un curioso criterio di giustizia, secondocui chi ha dato ha dato, e peggio per lui. Dunque chi haversato molto, resti pure gabbato. Chi ha versato pocoall’Inps, continui pure a incassare anche sopra quantodirebbe il calcolo dei rendimenti, purche’ il furto si fermialla soglia stabilita da Grillo chissa’ perche’ in 5 milaeuro. Queste tesi obbediscono a criteri totalmenteanticostituzionali e negano qualsiasi precetto di sanaeconomia e di tenuta della convivenza sociale. Sembrano natidalla testa di un dittatore di Bananas”. Lo afferma RenatoBrunetta, presidente dei deputati del Pdl.

”Cambi suggeritore, scelga meglio i suoi consulenti: leconviene nel frattempo tornare a fare il comico, perche’ gliunici numeri su cui va forte sono quelli in cui strabuzza gliocchi. Se vuole continuare a fare politica, dovrebbe almenoconoscere le regole elementari del Paese in cui vive, speciese pretende di cambiarle. Il livello delle singole pensioni,in Italia, e’ regolato da diversi elementi: l’entita’ deicontributi versati nel corso di tutta la vita lavorativa, ilmeccanismo di valorizzazione degli stessi (identico per tuttii cittadini, salvo qualche limitata eccezione), gli anni dimeritato riposo. Combinando questi tre diversi elementi -continua Brunetta – si giunge, alla fine, a calcolarel’entita’ della pensione. Se i contributi versati sono statipochi e per poco tempo, la pensione e’ inevitabilmentebassa.

Ed il contrario si verifica se i versamenti sono statielevati, per un numero maggiore di anni. Nel sistemaretributivo (in voga prima della riforma Dini), il meccanismodi calcolo era molto piu’ generoso. In quello contributivo,l’attuale, l’eguaglianza finanziaria – attuariale e’ invecemolto piu’ rigorosa. Il passaggio dal primo sistema alsecondo, e’ avvenuto salvaguardando, per quanto possibile, lescelte di vita, compiute in passato, da ciascun cittadino alfine di garantire la necessaria gradualita’. Regola che oggiGrillo contesta ipotizzando una sorta di esproprioproletario”. ”Le pensioni minime vanno aumentate, per ragionid’equita’? Assolutamente si. Ma Grillo, che incita i suoiall’ostruzionismo in difesa dell’attuale Costituzione e liobbliga a notti passate all’agghiaccio, dovrebbe conoscere ilcontenuto dell’articolo 53. La progressivita’ deve esserecaratteristica del sistema fiscale. Ne deriva che se si vuolaumentare il livello delle pensioni minime, esso deve essereposto a carico della fiscalita’ generale, come piu’ voltesostenuto dalla Consulta. Faccia quindi pace con se stesso,invece di occuparsi di cose che non conosce”, concludeBrunetta.

com-ceg/cam/ss

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