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Giovedì 12 settembre 2013 - 12:22

Legge stabilita’: Zanetti (Sc), rimettere al centro spending review

(ASCA) – Roma, 12 set – ”Invito tutti ad andarsi a leggerel’interessantissimo rapporto diramato oggi dall’IstitutoBruno Leoni sugli effetti che i provvedimenti sin qui varatidal Governo Letta hanno determinato sulla pressione fiscale:a fronte di riduzioni del prelievo nel 2013 per circa 2,9miliardi di euro, essenzialmente riconducibili al rinviodell’aumento IVA dall’1 luglio all’1 ottobre eall’abrogazione della prima rata IMU, sul 2014 e 2015 sonostati scaricati aumenti di imposte nell’ordine di circa 870milioni di euro per ciascun anno. E’ la prova piu’ chiara diquei giochi delle tre carte che non possiamo avallare e dicome una riduzione strutturale delle imposte non possaprescindere da interventi altrettanto strutturali sullaspesa. Quegli interventi che solo il Governo Monti ha fattonel 2012 e che questo Governo, purtroppo, pur cercando dioperare al meglio delle sue possibilita’, non ha ancorarilanciato in modo altrettanto adeguato”. Lo dichiara EnricoZanetti, vicepresidente della commissione Finanze dellaCamera e responsabile politiche fiscali di Scelta Civica. ”La spesa corrente al netto di interessi passivi eprestazioni sociali e’ stata di 355 miliardi nel 2012: ben 10miliardi in meno rispetto ai 365 miliardi cui era arrivatanel 2011, grazie ai Governi di destra e sinistra sino a li’succedutisi. Nel 2000 questo aggregato di spesa corrente eradi 248 miliardi di euro; nel 2006 era arrivato a 335 (+ 87miliardi in 5 anni di Governi Berlusconi); nel 2008 eraulteriormente cresciuto a 357 miliardi (+ 22 miliardi in 2anni di Governo Prodi); nel 2011 si era infine assestato a365 miliardi (+ 8 miliardi in 3 anni di Governo Berlusconi).

Per noi di Scelta Civica, dopo che abbiamo fatto i cosiddetticompiti nel 2012, ma evidentemente anche un po’ diricreazione nel 2013 – sottolinea Zanetti – la legge distabilita’ per il 2014 deve rimettere al centro dell’agendapolitica la pianificazione di medio periodo degli interventidi spending review: non e’ possibile che il lavoro fatto nel2012 per portare i conti pubblici sotto la fatidica sogliadel 3% di deficit sul PIL non venga proseguito con parideterminazione ora che, sistemati i conti con grandesacrificio di tutti gli italiani, i tagli possono esserefinalmente restituiti ai cittadini invece che incamerati dalbilancio”, conclude. com/vlm

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