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Giovedì 12 settembre 2013 - 15:16

Difesa: Tajani, servono politiche comuni verso mercato integrato Ue

+++”Piu’ coordinamento non sottrae competenze ai singoliPaesi ma rafforza capacita’ industriale comune”+++.

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(ASCA) – Roma, 12 set – L’Unione europea e’ ”in mezzo alguado” nel settore della Difesa, sotto il profilo degliinvestimenti e della ricerca. I risultati raggiunti sonospesso d’eccellenza, ma quello che manca e’ una maggiore euna migliore coordinazione anche a livello di mercato, chepuo’ consentire di non essere sopravanzati, nonostante irisultati straordinari, da altre forze mondiali come adesempio il Giappone, capace di applicare con piu’tempestivita’ e successo competitivo i risultati dellaricerca maturata in Europa. Il tutto sulla strada verso unmercato interno integrato. E’ quanto ha sottolineato conforza il vicepresidente della Commissione europea perl’Industria e l’impenditoria, Antonio Tajani nel corso dellasua audizione al Senato in vista del vertice europeo delprossimo 19 dicembre, che per la prima volta sara’completamente consacrato al dossier Difesa.

”Un maggior coordinamento nella difesa e’ un passonecessario – ha spiegato Tajani -. Non intendiamoassolutamente sottrarre competenze ai singoli Paesi, maoperare al contrario per una maggiore competenza comune. Nonvogliamo che nessun Paese rinunci, come paventato da alcuniesponenti della Gran Bretagna in recenti dichairazioni, marafforzare la competitivita’ industriale comune. E’ unapartita politica di alto livello”.

In questo quadro giochera’ un ruolo fondamentale anche lasfida di un rafforzamento del ruolo nel mondo dell’Europa ela sua capacita’ operativa in tempi di rigore finanziario,che ha pesantemente penalizzato gli investimenti con tagli”sostanziali” alla ricerca, ha rimarcato Tajani.

Per il commissario ”solo l’unione delle forze potra’rilanciare la competitivita’ di un settore cosi’ strategico enon delegare la propria sicurezza ad altri. Come pureperseguire con ferma volonta’ la costruzione di una politicadi difesa piu’ credibile, con un mercato interno davverointegrato e un’industria competitiva su scale globale. Solocosi’ potremmo difendere la nostra sovranita’, essendo alcontempo piu’ efficaci e risparmiando decine di miliardi, conmaggiori ricadute su innovazione e crescita. Senzadimenticare i risvolti occupazionali”.

njb

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