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Lunedì 9 settembre 2013 - 11:02

Berlusconi: Brunetta, tutti i motivi di espulsione scorretta (Giornale)

(ASCA) – Roma, 9 set – ”Vorrei cercare di mettere in fila iprincipali argomenti che si sono confrontati in questesettimane a proposito della decadenza di Berlusconi, eriassumere ai lettori gli argomenti di diritto che riteniamopossano essere avanzati a favore della inapplicabilita’ dellacosiddetta legge Severino alla vicenda del leader di uno deipiu’ importanti movimenti politici italiani”. Cosi’ ilcapogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta, in unintervento sul quotidiano ‘Il Giornale’.

”Procedero’ schematicamente per punti – prosegue Brunetta- Il primo argomento recita ‘le sentenze si applicano, none’ ammissibile un quarto grado di giudizio’. Questa tesi e’la classica affermazione ad effetto con finalita’ retoriche.

E, infatti, essa non puo’ che venire condivisa da chiunque.

Peccato che non c’entra nulla con il nostro problema. Lagiunta del Senato, infatti, non puo’ e non deve riesaminare ifatti affrontati nel processo conclusosi (in parte) con lasentenza del 1* agosto”. ”Secondo argomento: ”La legge e’ uguale per tutti’.

Altra affermazione ad effetto retorico – dichiara l’esponentedel Pdl – Verrebbe da rispondere ”Appunto!’. Perche’ se e’vero che la legge e’ uguale per tutti, e’ altrettanto veroche chiunque si trovi a subire l’applicazione di una leggeche ritiene incostituzionale e illegittima (come in questocaso) ha il diritto (uguale per tutti) di contestarne lalegittimita’ davanti agli organi, in primis la Cortecostituzionale”.

E ancora: ”Terzo argomento: ”Quella legge l’hanno volutatutti, tant’e’ vero che hanno persino rinunziato a candidarecoloro che erano stati condannati, come fanno a rimangiarselaadesso?’.Questo argomento e’ molto suggestivo, ma nonconvince per tanti motivi. Innanzitutto cio’ che si e’convintamente approvato e’ una legge, non una delle suepossibili interpretazioni (quella che la vorrebberetroattiva). Peraltro nella legge delega approvata dalParlamento non c’era traccia di retroattivita’. E’ stato ilgoverno che ha inserito una norma che, facendo salve leipotesi di patteggiamento, indirettamente affermava una formadi retroattivita”’.

”Ultimo argomento: ”Ma la causa di incandidabilita’ none’ una sanzione, ne’ penale, ne’ amministrativa, ne’ di altrotipo. E’ solo un requisito negativo per goderedell’elettorato passivo’. ”Contro questo argomento sipossono formulare due obiezioni – dice Brunetta – La prima e’quella espressa, tra gli altri, da due insigni giuristi,Marcello Gallo (che e’ anche accademico dei Lincei) e GaetanoInsolera, sul Corriere della Sera del 3 settembre scorso.

Essi affermano infatti che il fatto che l’incandidabilita’riguardi uno status non esclude che sia effetto di unasanzione, perche’ anzi ”ogni sanzione si traduce nellariduzione della capacita’ di diritto e della capacita’ diagire’. In secondo luogo, la giurisprudenza piu’ cospicua,ben oltre il singolo caso Miniscalco’, riguarda per esempio irequisiti per il rinnovo e la conservazione del permesso disoggiorno degli stranieri extracomunitari”. ”La legge prevede, infatti, l’ipotesi in cui chi siastato condannato non possa ottenere o perda il permesso disoggiorno (”decada’ cioe’ dal possesso di tale titolo).

Ebbene, il Consiglio di Stato ha costantemente affermato chetale ”decadenza’ non possa applicarsi a reati commessi primadell’ entrata in vigore della legge che la prevede. E questoperche’ ”in caso di reati commessi prima dell’entrata invigore di detta disposizione, l’autore del reato non era ingrado di conoscere le gravi conseguenze derivanti dallapropria condotta”’. ”Mi domando allora, perche’ un taleprincipio di minima civilta’ giuridica deve – giustamente -applicarsi ai cittadini extracomunitari che chiedono ilpermesso di soggiorno e non debbono applicarsi a unparlamentare della Repubblica”, conclude Brunetta. com/sgr/sam

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