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Domenica 8 settembre 2013 - 14:38

Governo: Letta avverte, non voglio galleggiare. I veti non mi fermeranno

(ASCA) – Cernobbio (Co), 8 set – Il messaggio e’ chiaro e arriva alla vigilia della prima seduta della Giunta per le elezioni del Senato, che da domani iniziera’ ad esaminare il dossier sulla possibile decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. ”Sono stradeterminato e straimpegnato non a galleggiare ma a realizzare il programma, senza farmi bloccare da veti e dal ritorno della conservazione”, rimarca Enrico Letta, intervenendo davanti al gotha dell’economia e della finanza mondiale riunita a Cernobbio per la giornata conclusiva del workshop Ambrosetti. Il premier mette cosi’ in chiaro qual e’ il suo principale obiettivo: assicurare ”una svolta” all’Italia, reduce dal doppio ‘terremoto’ rappresentato dal boom elettorale del M5S (”un fenomeno mai successo in nessun paese europeo dal dopoguerra a oggi”) e dall’implosione del Parlamento durante l’elezione del presidente della Repubblica. E in nome di questa ”svolta” e della necessita’ di ”rompere le catene che bloccano l’Italia”, tutto il resto passa in secondo piano: il destino di Berlusconi, ma anche quello del Pd. ”Figurarsi se uno nella mia condizione – dice il premier a questo proposito – si puo’ dedicare al proprio futuro politico ai congressi di partito”. L’obiettivo numero uno e’ assicurare stabilita’ politica al Paese, perche’ ”l’instabilita’ ha costi drammatici” e ”le catene sono tante: il caos politico permanente, la conservazione della burocrazia, le liturgie della politica e della gerontocrazia e l’Italia dei no”. Un obiettivo, rivendica Letta, perseguito dal governo di larghe intese sin dal giorno del suo insediamento: ”E’ insopportabile e respingo totalmente il racconto macchiettistico che sono stati 130 giorni di nulla”. Ecco, dunque, le prossime mosse: la presentazione del piano Destinazione Italia, prevista per fine settembre, con dismissioni e interventi per attirare gli investimenti stranieri: ”Potremo presentarlo a New York come a Singapore, solo pero’ se la domanda sara’ su cosa facciamo e non se la stampa estera continuera’ a chiedermi sul caos politico permanente”. In cima alla scaletta della priorita’ anche il taglio delle tasse sul lavoro, con l’intervento sul cuneo fiscale, che trovera’ spazio all’interno della legge di stabilita’. (”Chi ha voglia di fare deve essere aiutato dallo Stato”). Dal premier anche la conferma della necessita’ di revisionare la Costituzione, ”con lo sforzo di tutti e senza spirito conservatore”, e l’impegno per l’abolizione, ”entro l’autunno”, del finanziamento pubblico ai partiti. Un intervento, quello di Letta, volutamente proiettato verso al futuro. Anche se l’impressione che emerge dalla ‘tre giorni’ di Cernobbio e’ che la sopravvivenza dell’esecutivo resti legata alle decisioni della Giunta del senato sul destino politico di Berlusconi. Emblematiche, da questo punto di vista, le parole del vicepremier e segretario Pdl: ”Spero davvero che il Pd si mostri interessato alle ragioni dello stato di diritto e alle ragioni del cittadino Berlusconi, che ha tutto il diritto di difendersi”, avverte Alfano, che precisa: ”Se c’e’ qualcuno che ha voluto la stabilita’ e che ha a cuore questo governo e’ Silvio Berlusconi”. Ricorda infine il capogruppo alla Camera, Renato Brunetta: la Giunta ” e’ un collegio che deve giudicare tecnicamente e non politicamente”. fcz-did/vlm/alf

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