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Venerdì 6 settembre 2013 - 15:56

G20: Letta, soddisfazione per risultato. L’Italia non e’ piu’ dietro la lavagna

(ASCA) – Roma, 6 set – ”Credo si debba salutare con soddisfazione il risultato finale di questo G20, nel quale, come e’ evidente, per la prima volta l’Ialia non e’ piu’ un sorvegliato speciale, senza stare dietro la lavagna”. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio, Enrico Letta, nella conferenza stampa al termine del G20 di San Pietroburgo. Parlando piu’ in generale delle conclusioni del vertice, il premier ha detto che ”l’occupazione giovanile e’ il grande incubo del nostro tempo” e al G20 di San Pietroburgo ”siamo riusciti a dare centralita”’ a questo tema. ”Quella del lavoro – ha aggiunto – e’ una questione sentita e molto importante: anche qui siamo riusciti a mettere una centralita’ per il lavoro e per il lavoro dei giovani. Qui al G20 non si fanno leggi, ma si creano basi e consenso politico per andare nella direzione giusta”. Dunque, ha sintetizzato il presidente del Consiglio, ”da San Pietroburgo vengono messaggi molto positivi su crescita, lavoro e occupazione”, ”le 7 priorita’ fissate sono state raggiunte in toto, compensando la profonda delusione per le divisioni” che si sono registrate invece ”sulla Siria”.

La ripresa economica globale e’ ”troppo debole, con il rischio di un ulteriore rallentamento e con alcuni mercati emergenti che mostrano particolare fragilita”’. Al termine dei lavori a San Pietroburgo i leader del G20 sottoscrivono una dichiarazione congiunta in cui ribadiscono la necessita’ di ”rafforzare il ritmo della ripresa mondiale, generando maggiore crescita di lungo termine e posti di lavoro, evitando politiche che possano indebolire la ripresa”. ”Nonostante le nostre azioni, la ripresa e’ troppo debole, e permangono rischi di peggioramento”, avvertono i leader nel loro ‘piano d’azione di San Pietroburgo’, con lo spettro della crisi siriana. ”Le previsioni di crescita globale per il 2013 sono state piu’ volte riviste al ribasso nello scorso anno, il ribilanciamento globale e’ incompleto, le disparita’ di crescita delle varie regioni rimangono ampie, e la disoccupazione, particolarmente quella giovanile, rimane inaccettabilmente alta”. I leader di paesi avanzati ed emergenti concordano che la priorita’ numero uno resta quella di ”rafforzare la crescita e la creazione di lavoro. Siamo pienamente impegnati ad intraprendere azioni decisive per tornare ad un percorso di crescita equilibrato, sostenibile, solido e pieno di occupazione”. ”Gli ultimi cinque anni – scrivono – sono stati fondamentali per affrontare la crisi finanziaria e rimettere l’economia mondiale sulla giusta strada. Ma il lavoro non e’ ancora finito e resta essenziale concentrare i nostri sforzi per una uscita definitiva dalla crisi piu’ lunga della storia moderna”. int/

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