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Martedì 3 settembre 2013 - 08:31

Pd: anche AreaDem con Renzi. Congresso gia’ fatto?

(ASCA) – Roma, 3 set – Matteo Renzi conquista ulteriori consensi nella sua marcia verso la segreteria del Pd ipotecando l’esito del Congresso. ”Se come ha detto in questi giorni, Matteo lavorera’ per innovare ma anche per unire e costruire e non per dividere, io sono pronto a votare per lui”, annuncia Dario Franceschini, leader della corrente AreaDem che raccoglie ex Popolari ed ex Ds come Piero Fassino e Marina Sereni, nel corso di una intervista alla Festa nazionale del Pd in corso di svolgimento a Genova. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, ex segretario del Pd dopo le dimissioni di Walter Veltroni, spiega ulteriormente – intervenendo in serata nella trasmissione ”In onda” su La7 – qual e’ la sua posizione: ”Matteo ha detto in modo piu’ esplicito che intende a candidarsi a segretario del Pd. Io vorrei dire che se noi ci guardiamo alle spalle nella storia breve del Pd, ma anche dell’Ulivo e dell’ Unione, tutte quelle storie sono state segnate da lacerazioni, protagonismi, lotte per la leadership. Si puo’ avere un confronto sereno per evitare questo?”. Ricorda Franceschini: ”Quando mi sono ricandidato a fare il segretario del Pd, ha vinto Bersani e io dal giorno dopo ho sostenuto lealmente Bersani. E cosi’ Bersani ha sostenuto in modo corretto Letta premier. Quando in squadra ci sono dei talenti, vanno utilizzati e Matteo e’ un talento”. Il ministro utilizza una metafora calcistica per dire che Renzi e Letta possono coesistere in buona armonia: ”Io soffro ancora per Mazzola e Rivera che non giocavano mai insieme in Nazionale. E io pensavo: per quale motivo non possono giocare tutti e due? Soffrivo allora, figurarsi se non soffro anche adesso. I talenti vanno usati tutti, non se ne deve usare uno solo e il Pd non deve vivere come un limite o come una lacerazione la pluralita’ di leadership”. Il problema della coabitazione tra Renzi e Letta puo’ essere risolto nell’immediato con il primo al vertice del Pd e il secondo a palazzo Chigi, in prospettiva pero’ il sindaco di Firenze non nasconde di puntare alla premiership. Letta, dalla Slovenia dov’era ieri in visita, commenta: ”Non entrero’ nel dibattito congressuale. Il mio impegno oggi e’ governare, sono concentrato al 100% su questo compito”. Di Congresso e della candidatura di Renzi alla segreteria del Pd si discutera’ nel convegno di AreaDem che si svolgera’ a Cortona il 27 e 28 settembre. Dopo i pronunciamenti di Franceschini e Fioroni, si complica la situazione per gli altri candidati alla segreteria. Gianni Cuperlo annuncia: ”Un passo indietro? Assolutamente no. Sto girando le feste del Pd, ho presentato il mio documento. Sono e resto candidato”. Usa l’ ironia Matteo Orfini, che appoggia Cuperlo: ”Renzi vuole rivoluzionare il Pd insieme a Franceschini, Fioroni, Veltroni, Bettini, Fassino. Sara’ un congresso divertente”. Appare sfumato intanto il tentativo di accordo con Renzi proposto da Massimo D’Alema che aveva caldeggiato un accordo unitario su Cuperlo segretario del Pd e sul sostegno al sindaco di Firenze come candidato alla premiership del centrosinistra. Il no di Renzi a D’Alema puo’ favorire la ricomposizione tra l’ex ministro degli Esteri e Pier Luigi Bersani, che resta l’avversario piu’ convinto della corsa di Renzi alla segreteria, intorno alla candidatura di Cuperlo? Ieri Bersani e’ tornato a ribadire di non conoscere quale idea di partito abbia Renzi. Dichiara Gianni Pittella, vicepresidente del Parlamento europeo, altro candidato alla segreteria. ”E’ certamente un bene per il Pd che il sindaco di Firenze abbia rotto gli indugi. Non vedo l’ora di confrontarmi con lui e con gli altri candidati. Noto che chi ha tentato fino all’altro ieri di chiudere il Congresso ai soli iscritti o rimandarne lo svolgimento sine die tenti ora di lanciarsi a peso morto sul carro del presunto vincitore. Fossi in Renzi inizierei a preoccuparmi”. Pippo Civati, candidato anche lui alla segreteria, e’ convinto che Renzi ”pensa di fare il segretario per arrivare a Palazzo Chigi”. Quanto alle idee programmatiche del sindaco di Firenze, Civati e’ polemico: ”Punta tutto sull’immagine, sulla convinzione che la sua figura sia vincente. Ma sul partito, sul programma e sulla riconfigurazione del centrosinistra siamo ancora al tratteggiamento dell’affresco”. All’Assemblea nazionale del Pd che si riunisce il 20 e 21 settembre spetta il compito di convocare ufficialmente il Congresso entro la fine dell’anno e di stabilirne le regole. Renzi potrebbe averlo gia’ vinto. gar/cam

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