Header Top
Logo
Venerdì 17 Novembre 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Politica
  • Referendum: Di Pietro, si’ a quesito sui magistrati fuori ruolo

colonna Sinistra
Lunedì 2 settembre 2013 - 17:32

Referendum: Di Pietro, si’ a quesito sui magistrati fuori ruolo

(ASCA) – Roma, 2 set – ”Per l’Italia dei Valori l’istitutoreferendario e’ importantissimo perche’ permette ai cittadinidi diventare protagonisti lasciando che siano loro a decideresu questioni importanti per il Paese. Ben vengano, quindi, ireferendum proposti dai radicali, il problema pero’ e’ illoro contenuto. Sui referendum in materia di giustizia, sonod’accordo sul quesito che dice che i magistrati fuori ruolonon devono piu’ tornare a fare i magistrati: o fai l’arbitroo fai il giocatore”. E’ quanto scrive sul suo blog ilpresidente onorario dell’Italia dei Valori, Antonio DiPietro, che aggiunge: ”Ogni cittadino puo’ esercitare ildiritto costituzionale di svolgere attivita’ politica, ma nelmomento in cui si decide di fare il giocatore, non si puo’piu’ tornare indietro per rivestire i panni dell’arbitro.

Alla luce di cio’, se un magistrato vuole candidarsi inParlamento, deve prima dimettersi. Io ho fatto cosi’, hocominciato a fare attivita’ politica ben due anni dopoessermi dimesso dalla magistratura. Per quanto riguarda,invece, il referendum sulla separazione delle carriere, sonocontrario perche’ significherebbe mettere il pubblicoministero alle dipendenze dell’esecutivo, con il risultatoche il controllato nominerebbe il controllore. L’idea di nonlasciare la piena autonomia al pubblico ministero va controil principio dell’obbligatorieta’ dell’azione penale”. Secondo Di Pietro ”l’autorita’ giudiziaria deve essereindipendente da qualsiasi altra autorita’ e, a maggiorragione, non puo’ essere soggetta al potere politico. Torno aribadire, quindi, l’importanza dell’istituto referendario, mabisogna esaminare ciascun quesito per valutare qualesostenere. Berlusconi ha deciso di firmare per fare in modoche si possano svolgere tutti i quesiti radicali solo perbuttare in politica i suoi guai giudiziari e per cercare,ancora una volta, una scappatoia. Lasciamo il Cavaliere allasua storia personale. E’ stato condannato e ora, quindi, e’un pregiudicato e deve valere la legge per la quale ipregiudicati non possono essere presenti nelleistituzioni”.

”Se non verra’ rispettato questo principio in Parlamentopotrebbe finirci anche Toto’ Riina”, conclude Di Pietro.

com-ceg/sam/rl

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
Torna su