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Lunedì 2 settembre 2013 - 20:06

Legge stabilita’: crescita Paese, Confindustria-sindacati di nuovo uniti (focus)

(ASCA) – Roma, 2 set – ‘Una Legge di stabilita’ per l’occupazione e la crescita’. Questo il titolo del documento redatto e firmato unitariamente da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil per mettere nero su bianco le priorita’ individuate per la crescita del Paese, chiedendo al governo di tenerle in gran conto durante la stesura della Legge di stabilita’. Giorgio Squinzi, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, dopo l’accordo sulla rappresentanza sindacale dello scorso giugno, hanno siglato un’altra importante intesa all’insegna dell’unita’ di intenti. Una mossa che, oltre a segnare la gravita’ della crisi, rappresenta un passo verso una convergenza di interessi tra lavoratori e imprenditori, tempo fa impensabile. Lavoro, fisco, assetto istituzionale e spesa pubblica sono le parole d’ordine che si susseguono in un chiaro ragionamento: ”La centralita’ dell’industria e del lavoro quale snodo attorno al quale costruire il rilancio deve passare per una nuova e piu’ efficace articolazione delle politiche fiscali e industriali, con l’obiettivo della crescita e in un’ottica di redistribuzione del reddito, e per una riflessione sull’assetto istituzionale in chiave di maggiore efficienza della PA e di effettiva razionalizzazione della spesa pubblica”. Il documento quindi procede per capitoli. Si parte con il fisco e la necessita’ di ridurre il carico tributario su lavoro e imprese, per poi passare alle politiche industriali, con la richiesta al governo di istituire una cabina di regia nazionale sulla crisi d’impresa che preveda la partecipazione anche di tutte le forze sociali. Il terzo capitolo individua la necessita’ di una revisione degli assetti istituzionali, in particolare del titolo V della Costituzione, e di rendere piu’ efficiente la spesa pubblica, anche attraverso tagli che non siano pero’ lineari. Il documento, gia’ inviato all’esecutivo, e’ stato firmato poco prima di un ampio intervento sul palco della Festa democratica in corso a Genova. Un palco sul quale i leader di Cgil, Cisl, Uil e Confindustria hanno voluto mostrare unita’ d’intenti e la determinazione ad essere coinvolti direttamente nei lavori del governo, per dare vita a provvedimenti che evitino la cosiddetta ‘ripresa senza lavoro’. Squinzi lancia un appello al governo affinche’ sia realizzato il testo frutto dell’intesa, Camusso chiede che ora si ”cambi passo” per trovare soluzioni diverse e Bonanni che si ponga fine ai litigi dannosi, definendo pericolosa una ”crisi di governo al buio”, mentre Angeletti ricorda che si sono persi 1.000 posti di lavoro al giorno nell’ultimo anno a causa di ”tasse troppo alte”. Le risposte sono attese nella Legge di stabilita’, ma gia’ nella fase preparatoria del provvedimento le parti sociali attendono di essere convocate dal governo, come ha fatto sapere Squinzi, e comunque di avere segnali anche informali. Il primo e’ gia’ arrivato dalla Slovenia, dove il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha accolto subito come ”una buona notizia” la firma del documento condiviso da sindacati e Confindustria e ha fatto sapere che ”il governo sara’ molto attento a essere un interlocutore importante”. sgr/vlm

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