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Mercoledì 28 agosto 2013 - 14:20

Siria: Acli, fermare rumore armi, non aumentarlo

(ASCA) – Roma, 28 ago – ”Le Acli esprimono nettacontrarieta’ ai piani di guerra che Stati Uniti, GranBretagna e Francia si apprestano a dispiegare verso la Siriae condividono la posizione saggia e lungimirante espressa dalgoverno Letta attraverso il ministro degli esteri Bonino, dinon coinvolgere l’Italia in questa nuova avventura al difuori di un mandato Onu e di negare l’uso delle basi militarialleate sul territorio nazionale per questo conflitto”.

Questa e’ la posizione espressa da Gianni Bottalico,presidente nazionale delle Acli in merito al ventilato ed aquanto pare purtroppo imminente, intervento militare in Siriada parte di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia.

”Il solo annuncio di un intervento armato unilaterale -puntualizza Bottalico – ha gia’ prodotto diverse conseguenzenefaste: la prima vittima e’ la verita’ e l’equilibrio delleinformazioni. La menzogna accompagna sempre la nascita deinuovi conflitti. Le inenarrabili atrocita’ della guerra,fomentate sia dalle parti in conflitto ma anche, daautentiche forze del male, esterne al governo siriano edistinte dagli insorti, che agiscono per alimentare un caospermanente, non possono essere prese a pretesto per unainternazionalizzazione del conflitto senza esporre in mondointero a dei rischi imponderabili”.

”Inoltre, l’annuncio di guerra ha allontanato il percorsoper una conferenza internazionale di pace sulla crisisiriana, la cosiddetta Ginevra 2, che rimane alla finel’unico praticabile e ha, usando un eufemismo, indebolito perl’ennesima volta la presenza dell’Europa sul pianointernazionale, e questo nonostante il precedente ‘strappo’di Francia e Gran Bretagna sulla Libia si sia rivelato assaideludente ed abbia prodotto una realta’ peggiore in Libia,che solo il cono d’ombra mediatico sceso dopo l’intervento,nasconde agli occhi dell’opinione pubblica occidentale”.

”Infine, ha creato una seria diversita’ di valutazionetra le potenze dell’Alleanza atlantica evidenziando unaoggettiva e crescente divergenza di interessi e di strategienelle relazioni con il Medio Oriente e la Federazione Russa.

Per questo – conclude il presidente delle Acli – non possiamoche unirci all’appello lanciato da Papa Francesco domenicascorsa all’Angelus a ”levare alta la voce perche’ si fermiil rumore delle armi” in Siria”.

red/rus

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