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Giovedì 22 agosto 2013 - 11:44

Governo: l’affondo di Berlusconi e Alfano. ”Serve buon senso, il Pd rifletta”

(ASCA) – Roma, 22 ago – Affondo di Silvio Berlusconi e Angelino Alfano sul governo, e in particolar modo sul Pd. ”Possono farmi tutto, ma non possono togliermi tre cose. Non possono togliermi il diritto di parola sulla scena pubblica e civile italiana. Non possono togliermi il diritto di animare e guidare il movimento politico che ho fondato. Non possono togliermi il diritto di essere ancora il riferimento per milioni di italiani, finche’ questi cittadini liberamente lo vorranno”, ha affermato il leader del Pdl in un’intervista al settimanale ‘Tempi’ in edicola dal 5 settembre. ”Diranno che e colpa mia – ha proseguito – se i ministri del Popolo della liberta’ valuteranno le dimissioni davanti al massacro giudiziario del loro leader eletto da milioni di italiani. Ma io mi domando: se due amici sono in barca e uno dei due butta l’altro a mare, di chi e’ la colpa se poi la barca sbanda?”. ”In questo passaggio della vita pubblica italiana – ha aggiunto -, e’ in gioco molto piu’ che il destino di una persona. Vede, se si trattasse solo di questo, allora sarebbe un problema solo per me. Siamo all’epilogo di quella guerra dei vent’anni che i magistrati di sinistra hanno condotto contro di me, considerato l’ostacolo da eliminare per garantire alla sinistra la presa definitiva del potere”. ”Inoltre – per l’ex premier – sono stati aggrediti alcuni principi di fondo che tutti dovrebbero avere a cuore, a partire dai nostri avversari politici, se fossero davvero democratici: il rispetto dei milioni di elettori che hanno votato per me e che non possono subire una simile discriminazione, il diritto alla piena rappresentanza istituzionale del primo partito italiano, il fondamentale diritto di scelta dei cittadini rispetto al Parlamento e quindi rispetto al Governo. E tutto cio’ nei confronti di un cittadino che ha subito una sentenza infondata, ingiusta, addirittura incredibile”, ha rimarcato, sostenendo che esistono, a suo avviso, diverse possibili vie d’uscita: ”La Costituzione della Repubblica e il buon senso offrono molte strade. Se avessi voglia di sorridere, potrei dirle che ‘non possono non saperlo’: vale per tutti gli attori politici e istituzionali”. E il vicepremier Alfano, da parte sua, reduce dal duro faccia a faccia di ieri sera con Enrico Letta, al suo arrivo al Meeting di Rimini ha ribadito: ”Chiediamo molto chiaramente che il Pd rifletta, astraendosi dalla storica inimicizia di 20 anni, sull’opportunita’ di votare no alla decadenza del presidente Berlusconi”. Sulla questione, ha poi sottolineato Alfano, ”il Quirinale e il presidente della Repubblica non c’entrano nulla”. Ad ogni modo, ”vedro’ il presidente Berlusconi oggi pomeriggio”, ha annunciato il vicepremier. Nell’incontro di questa mattina il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha riferito al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, i contenuti del colloquio avuto ieri con il segretario del Pdl, Angelino Alfano, vice-premier e ministro dell’Interno. Lo si apprende da ambienti del Quirinale. Al centro dell’incontro anche le prospettive del Governo e dell’attuale situazione politica. int/

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