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Mercoledì 21 agosto 2013 - 13:30

Difesa: Mauro, missioni pace fondamentali per democrazia a liberta’

(ASCA) – Rimini, 21 ago – ”Non c’e’ nulla al mondo che valela vita di un uomo” ma vale la pena essere ”inAfghanistan” e nelle altre numerose missioni di pace allequali partecipa l’Italia per affermare democrazia eliberta’.

Il ministro della Difesa, Mario Mauro, interviene a unconvegno nell’ambito del Meeting di Cl a Rimini dedicato allemissioni di pace alle quali partecipano le forze armateitaliane con le testimonianze di alcuni militari sule loroesperienze, in particolare in Afghanistan.

Mauro non solo difende la presenza italiani neicontingenti di pace in numerose aree di crisi nel mondo masottolinea come rappresentino la pre-condizione per garantireun futuro migliore a zone martoriate da guerre. ”La pacecosta – ha sottolineato – la democrazia e la liberta’costano”. ”Siamo da 10 anni in Afghanistan, da 20 anni inBosnia, da 15 in Kosovo e da 34 in Libano” ricorda ilresponsabile della difesa che in particolare sull’Afghanistansnocciola alcuni numeri che danno il senso dell’importanzadella missione di pace. ”Al tempo dei talebani c’erano 800mila studenti e solo maschi – ricorda Mauro – oggi glistudenti in Afghanistan sono 7 milioni e il 35% sonofemmine.

Sono stati costruiti ospedali, strade, infrastruttre”.

Il problema non e’ cio’ che abbiamo fatto ”ma quello chesiamo chiamati a fare”. Il ministro della Difesa sottolinea l’importanzadell’interposizione e ”quando si fa interposizione e’ragionevole essere muscolari. Per questo in Afghanistanandiamo armati. Non e’ per esibire i muscoli ma per garantirela sicurezza”. L’Italia partecipa a 36 missioni di paceinternazionali in 23 paesi. ”Se non c’e’ la logicadell’interposizione si creano le condizioni per il caos. Sevoltiamo lo sguardo dall’altra parte non facciamo affermaredemocrazia e liberta”. Mauro ricorda il mancato interventointernazionale in Ruanda che provoco’ il genocidio di 800mila persone, ”uccise non da bombardamenti ma a colpi dimacete e tutto per non far entrare 700 militari francesi cheavrebbero fatto da interposizione”.

did/lus

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