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Lunedì 12 agosto 2013 - 10:11

Casini: pronti a convergenza in nome Ppe, il Pdl scelga

(ASCA) – Roma, 12 ago – ”Se dobbiamo andare verso il bipolarismo del futuro, e creare nuove convergenze in nome delle comuni appartenenze europee del Ppe, l’atteggiamento politico del Pdl in questo momento non puo’ avere equivoci”. Lo afferma il leadeer dell’Udc, Pier Ferdinando Casini in un’intervista al Corriere della Sera, durante la quale aggiunge che il suo partito e’ pronto ad assumersi ”la responsabilita’ di scegliere”, a patto che il Pdl non sprechi l’occasione ”scegliendo una deriva avventurista”. ”Che la democrazia dell’alternanza sia un fatto positivo in ogni Paese e’ innegabile – dichiara – ma se in Italia, dopo 20 anni, non ha funzionato un bipolarismo temperato, con un minimo comune denominatore tra i due poli, e’ stato proprio per la duplice criminalizzazione, di Berlusconi e dei comunisti. Si e’ preferito ”non fare prigionieri” e cosi’ si e’ persa una grande occasione”. Su di una eventuale nuova alleanza Udc-Pdl, Casini afferma: ”In questo momento e’ giusto e doveroso che il Pdl si stringa accanto a Berlusconi, gli dia la massima solidarieta’. Poi e’ chiaro che dovra’ aprirsi una riflessione in tutto il partito: so che alcuni stanno gia’ pensando a come rimettersi in marcia, vedremo i fatti e le scelte”. Alla domanda se continui a essere convinto che Silvio Berlusconi dara’ le dimissioni in seguito alla condanna della cassazione, il leader dei centristi risponde: ”Si’, perche’ conosco la sua intelligenza e so che il presidente piu’ longevo del Dopoguerra evitera’ l’umiliazione di un voto che, al Senato, lo vedrebbe pesantemente sconfitto. Mi rendo conto che per lui e’ una prova dura, ma solitamente nelle circostanze difficili da il meglio di se’. D’altronde e’ lui che ha chiesto di separare le sue vicende giudiziarie da quelle del governo, e che continua a sostenere Letta. Se dobbiamo andare verso il bipolarismo del futuro, e creare nuove convergenze in nome delle comuni appartenenze europee del Ppe, l’atteggiamento politico del Pdl in questo momento non puo’ avere equivoci”. Casini afferma di non capire bene di cosa si stia parlando quando si nomina l”’agibilita’ politica” per Berlusconi: ”Il tema della sentenza di Berlusconi non e’ eludibile – afferma – Bisogna prendere atto, con rispetto e senza giudizi sprezzanti, che la sentenza c’e’ stata e che avra’ i suoi effetti. A parte che pretendere in questo momento la grazia o provvedimenti speciali serve solo a non ottenere nulla, ma concretamente, non vedo cosa ci si’ potrebbe inventare. Oltretutto, qualsiasi provvedimento parlamentare dovrebbe passare la’ dove il Pd ha una larga maggioranza: un Pd che e’ impensabile possa agire sfidando sentimenti, convinzioni e umori della propria base”. Non manca un commento alle voci che danno Marina Berlusconi candodata alla successione al padre per la guida del partito: ”Il problema non sono le persone. Per mesi abbiamo chiesto a personalita’ influenti della societa’ civile di partecipare, abbiamo esortato, pregato, figurarsi se mi scandalizza l’idea che una brava imprenditrice possa impegnarsi. Ma il punto e’ su quale linea politica si scende in campo”. ”Le elezioni anticipate non le indice il Pdl, ma Napolitano, il quale ha detto e ripetuto che con questa legge non si va a votare – conclude l’ex presidente della Camera – Quindi, in caso di crisI, si cercherebbe di formare un nuovo governo che, dovrebbero capirlo gli amici del Pdl, non sarebbe certo un ricostituente… Detto questo, e’ vero che il governo e’ nato anche sull’accordo per superare l’Imu nell’attuale forma, su questo nel Pdl hanno ragione. E sono possibili anche soluzioni intelligenti, come quella di una service tax che piace anche a un loro sindaco come Cattaneo. Un accordo andra’ necessariamente trovato”. com/sgr/lus

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