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Mercoledì 7 agosto 2013 - 09:02

Berlusconi: Epifani, deve fare un passo indietro

(ASCA) – Roma, 7 ago – ”Non vedo altra possibilita’ che prendere atto della sentenza e degli effetti che produce, non ci sono strade ed e’ anche sbagliato cercarle. Le sentenze vanno rispettate ed eseguite. Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, per quanto possa essere dura. In qualsiasi ordinamento democratico il principio di legalita’ non puo’ mai essere discusso”. Lo ha ribadito, in un’intervista al Corriere della Sera, il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, tornato a parlare della condanna nei confronti dell’ex premier, Silvio Berlusconi. Berlusconi che dovrebbe fare un passo indietro perche’ ”e’ quello che e’ giusto fare e che avviene normalmente”. Quanto ai rischi per l’esecutivo, Epifani ha sottolineato che ”il principio di legalita’ in uno stato democratico viene prima di qualsiasi valutazione politica. E’ il fondamento. Se annulliamo legittimita’ e legalita’ non c’e’ piu’ nessun caposaldo, per questo bisogna avere una linea rispettosa ma anche molto ferma. Io non vedo altre strade”. Porte chiuse, dunque, ad un salvacondotto: ”Adesso stiamo parlando del tema in se’, le conseguenze di carattere sanzionatorio della sentenza e su questo terreno non c’e’ via di uscita. E’ chiaro che siamo di fronte a un fatto enorme, pero’ guardiamo anche cosa succede negli altri Paesi. E poi – ha argomentato Epifani – la stragrande maggioranza della opinione pubblica e degli elettori del Pd chiedono che Letta vada avanti, ritengono che vengano prima gli interessi del Paese che quelli di una parte o di un singolo”. Nella lunga intervista al Corriere della Sera, Epifani ha affrontato anche la questione governo rimarcando come questo abbia ”le mani legate dal peso del debito, dalle scelte dell’Europa che non si smuovono da una linea di austerita’ e dalla eredita’ del governo di centrodestra, che ha assunto il fiscal compact e l’obiettivo del 3 per cento nel rapporto deficit pil”. Ad ogni modo ”se si ragiona entro questo limite le cose che il governo sta facendo, con poche risorse, sono tutte buone. Piccole cose, intendiamoci. Ma dopo anni di tagli, il provvedimento su cultura e spettacolo e’ un’inversione di tendenza. Ora dobbiamo chiedere uno sforzo ancor piu’ grande per dare impulso all’occupazione e agli investimenti”, ha spiegato Epifani che vede due priorita’ ”il conflitto di interessi e la legge elettorale. Da settembre avanti tutta”. brm/lus

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