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Martedì 6 agosto 2013 - 14:00

Dl fare: Mauro (Gal), e’ il massimo che si poteva realizzare

(ASCA) – Roma, 6 ago – ”Oggi, se questo provvedimento verra’approvato, andro’ a casa contento, potro’ guardare in facciala gente del mio territorio perche’ diro’ che e’ stato fattoquello che era possibile fare in questo momento” e ”bisognasmetterla con il dare sempre un’immagine negativa dellapolitica”. Cosi’ il senatore del gruppo Grandi Autonomie eLiberta’, Giovanni Mauro, intervenendo nell’Aula di PalazzoMadama durante la discussione generale del decreto Fare. ”Avrei voluto dire – ha spiegato Mauro – che ilprovvedimento poteva essere arricchito dal credito d’impostaper le aziende del Sud Italia o da aiuti per l’inserimentodei giovani laureati del Mezzogiorno. Abbiamo molto lavoratoper apportare migliorie importanti perche’ volevamointrodurre la continuita’ territoriale della Sicilia, delleisole rispetto al resto del paese. Ma oggi, dopo questodibattito, viene da dirsi: qual e’ la domanda a cui deverispondere il Parlamento? Il Parlamento – ha aggiunto – devechiedersi se si e’ fatto tutto cio’ che era possibile fare.

Nella proposta di decreto del governo, emendato alla Camera egiunto qui, si poteva fare di piu’? Noi come gruppo Gal cisiamo detti che forse questo, al momento, e’ il massimo chesi puo’ fare.

”Abbiamo accettato di trasformare i nostri emendamenti inun ordine del giorno – ha ricordato Mauro – perche’ nonfaremo mai dimenticare a questo governo quali solo gliimpegni assunti verso il Mezzogiorno e non faremo mai mancareil nostro assillo. Ma da qui a dire che e’ tutto sbagliato,che e’ tutto fatto male…Ho visto in questi giorni, damattina a sera, per ore e ore, colleghi meravigliosi che nonhanno visto ne’ l’ora pranzo ne’ l’ora di cena per poterprodurre un ottimo lavoro parlamentare.

Questo trasmettere sempre al Paese l’immagine di una vitaparlamentare, istituzionale o politica come fattore dinegativita’. Ma quando mai? Questa e’ una mera bugia”. ”Se poi vogliamo che il Paese veda la politica solo comeil luogo dell’attenzione alle vicende di un leader politico oai congressi di un altro partito o a una lotta uomo controuomo, ma no, non e’ questa la politica. Ho vissuto in questesettimane in Senato giornate di vita parlamentare intensa epotrebbe essere che qualche norma non sara’ perfetta, ma ilfattore tempo, per questo provvedimento, e’ statofondamentale ed e’ ingiusto non tenerne conto”. com-brm/lus/rl

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