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Giovedì 25 luglio 2013 - 13:47

Comuni: Fassino lancia ”grido di dolore” a governo, rapporti usurati

(ASCA) – Roma, 25 lug – ”’La convocazione di un incontro intempi strettissimi per avviare un confronto negoziale checonsenta di ridefinire con chiarezza i rapporti tra Stato eComuni”. Questa la richiesta – riferisce una nota – contenuta nellalettera che il presidente dell’Associazione nazionale comuniitaliani (Anci), Piero Fassino, ha inviato al presidente delConsiglio dei ministri, Enrico Letta e ai Ministri Saccomannie Delrio. Missiva che Fassino definisce un ”grido didolore” affinche’ si ridisegnino i rapporti ormai”usurati” fra Stato e Comuni.

Consapevoli della ”costante riduzione di risorse e diautonomia dei Comuni italiani”, Fassino premette che”Sindaci e Amministratori non si sono sottratti al dovere diconcorrere al comune sforzo di risanamento finanziario delloStato”.

”Oggi siamo giunti ad un punto limite di tale sforzo”,aggiunge il presidente dell’Anci, secondo il quale ”occorreprendere atto che tutti i cardini su cui si e’ retto ilrapporto Stato/Comuni – assetto istituzionale, rapportifinanziari e fiscali, patto di stabilita’ – sono ormaiconsunti e usurati”. ”Ho usato espressioni forti – scrive ancora Fassino -chiare e sincere, un vero ‘grido di dolore’ dettatodall’esasperazione di Sindaci che ogni giorno si assumonoresponsabilita’ e ci mettono la faccia, senza che lo Stato nericonosca l’impegno e lo sforzo. E amareggia constatare cheda parte di troppe amministrazioni dello Stato vi e’ unatteggiamento pregiudiziale che guarda ai Comuni come solicentri di spesa, quando invece i Comuni sono prima di tuttoerogatori di servizi e prestazioni indispensabili perpersone, famiglie, imprese e per lo sviluppo del Paese”.

”Serve a questo punto una sede di confronto generale chedefinisca con chiarezza il ruolo dei Comuni, gli ambiti dellaloro autonomia, le risorse di cui potranno disporre. I purnecessari confronti con i singoli ministeri, infatti – rilevaFassino – non appaiono sufficienti a ridefinire il quadro deirapporti tra Comuni e Stato”.

Per queste ragioni l’Anci, chiede una convocazione intempi strettissimi anche tenendo conto che ”la scadenzacogente del 30 settembre, entro cui i Consigli comunalidevono approvare i bilanci impone di conoscere entro questesettimane gli orientamenti del Governo su cruciali materie difinanza locale”.

com-stt/sam/bra

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