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Mercoledì 24 luglio 2013 - 09:04

25 luglio 1943: 70 anni fa cadeva il fascismo, Italia ritrovava liberta’

(ASCA) – Roma, 24 lug – A sbarco americano gia’ effettuato inSicilia, settanta anni or sono la riunione del Gran Consigliodel fascismo, il 24 luglio del 1943, metteva fine, perimplosione del regime, alla dittatura di Mussolini che avevapreso le mosse a partire dal 31 ottobre 1922. Ventuno anni incui il dominio dello Stato aveva assunto, via via i caratteripiu’ efferati, sino alle leggi razziali e che avrebberotrovato tragica conclusione con l’avventura del governo diSalo’.

Settanta anni fa il voto di un organismo del partito-Statosu un documento presentato da Dino Grandi restituiva alsovrano Vittorio Emanuele III il comando delle Forze Armateche il re aveva ceduto, in spregio allo stesso Statutoalbertino, all’autoproclamatosi Duce degli italiani.

Si apriva quel drammatico periodo che avrebbe portatoall’incarico di guidare il governo al gen. Pietro Badoglio e45 giorni dopo all’armistizio dell’8 settembre.

Gli italiani avrebbero appreso solo due giorni dopo delvoto e dell’arresto di Mussolini da parte della monarchia,avvenuto il 25 luglio.

La occupazione dell’Italia da parte delle truppe tedesche,alle quali si unirono le forze fasciste repubblichine avrebbetrovato conclusione solo quasi due anni dopo, il 25 aprile1945, con la emblematica liberazione di Milano da parte delleforze partigiane.

La sala del Pappagallo a palazzo Venezia, a Roma, dalbalcone del quale Mussolini usava arringare le folle, sarebbestata testimone di un evento che certificava la bancarottadelle aspirazioni dell’avventura fascista nata con la pretesadi rappresentare le migliori energie della nazione econsumatasi sulla strada di misure liberticide, di insensateguerre coloniali, di smanie di potenza non sorrette da fatti,sino all’ingresso nell’immane crogiuolo della Seconda guerramondiale in alleanza con i peggiori governi autoritari, apartire da quello di Hitler.

La ricostruzione materiale e morale del Paese, il suopercorso verso la democrazia e la liberta’, sarebberoavvenuti, a partire dall’archiviazione del regime, a caroprezzo per la popolazione italiana, gia’ vessata da anni disacrifici e di guerra. Un prezzo ancora maggiore avrebberopagato i combattenti italiani inviati sui fronti piu’disparati in omaggio alla politica di cartone del duce. Il crollo del regime si accompagnava all’avvio di una duralotta che avrebbe diviso il Paese e lasciato solchi profondicolmati solo negli ultimi anni con il pieno e condivisoriconoscimento della scelta repubblicana operata dalreferendum del 2 giugno 1946.

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