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Martedì 23 luglio 2013 - 19:58

Salute: sindacati incontrano Lorenzin, segnale forte su formazione

(ASCA) – Roma, 23 lug – ”Un segnale forte e tangibile sullavalorizzazione delle professioni sanitarie. E garanzie sulfronte della tenuta dei livelli essenziali di assistenza intutto il Paese, per tutti i cittadini”. Queste le richieste – spiega una nota – formulate daRossana Dettori, Giovanni Faverin e Giovanni Torluccio -segretari generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl -all’incontro tenuto stamane con il ministro della Salute,Beatrice Lorenzin, che ha dato la propria disponibilita’ aproseguire il confronto su queste direttrici. All’incontro i sindacati hanno presentato l’agenda dellecosa da fare: ”A partire dai contratti di lavoro, ma anchedalle grandi incompiute: competenze, profili professionali,formazione, precarieta’. Temi che vanno affrontati in unaprospettiva di riorganizzazione del sistema”, hannosottolineano i tre segretari, ”in cui le professionisanitarie siano il motore dell’innovazione dei servizi allasalute”. Sul tavolo le federazioni del pubblico impiego di CgilCisl e Uil hanno messo in primo luogo la necessita’ dirinnovare i contratti fermi al 2009, cosi’ come quella diportare a termine il percorso per l’implementazione dellecompetenze gia’ concordato con il Ministero.

Altro punto, il cantiere della medicina di territorio:”occorre ribaltare l’attuale paradigma assistenziale e porreal centro del sistema il cittadino, privilegiando la medicinad’iniziativa, la presa in carico delle persone e lacontinuita’ assistenziale. Per questo e’ indispensabilerafforzare i profili professionali di infermieri e operatorisocio-sanitari” hanno rimarcato Fp-Cgil Cisl-Fp e Uil-Fpl. Oltre allo sblocco delle assunzioni, i sindacati hannochiesto ”il superamento della precarieta’ nel lavorosanitario, l’adeguamento della formazione universitaria, incui c’e’ un cronico deficit di posti per nuovi studenti, ilriconoscimento della norma sui lavori usuranti per alcuniambiti professionali,un maggiore investimento nellaformazione continua del personale in servizio”. Ma anche unintervento sugli sviluppi di carriera per i professionistinon medici ”oggi mortificati e sbilanciati sul frontegestionale”. Punti sui quali e’ necessario che il ministero dellaSalute giochi un ruolo attivo di indirizzo rispetto alleRegioni: ”E’ necessario intervenire sulla riorganizzazione esull’organizzazione del lavoro, uscendo dalla fase dei taglilineari. Condivisione degli obiettivi, integrazione dellecompetenze, team multi-professionali. Solo cosi’ si possonomigliorare i percorsi di cura e assistenza, rendendoli menocostosi, e valorizzare il grande patrimonio diprofessionalita’ al servizio del cittadino”, concludono letre sigle sindacali.

com-stt/mau

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