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Martedì 23 luglio 2013 - 15:49

Carceri: Scalia (Pd), rieducazione detenuti incide su sicurezza sociale

(ASCA) – Roma, 23 lug – Iniziata oggi al Senato ladiscussione in aula del ddl di conversione del decreto leggein materia di esecuzione della pena. Il provvedimento intendedare una prima soluzione al sovraffollamento penitenziarioagendo sia sul piano normativo che su quello dell’ediliziacarceraria. Dopo aver respinto le questioni pregiudiziale esospensiva della Lega e’ iniziata la discussione generale.

Il senatore Francesco Scalia (Pd), intervenuto nelladiscussione, ha evidenziato che ”riaffermare il primatocostituzionale della finalita’ rieducativa della pena,eliminando automatismi ed affidando il trattamento punitivoalla valutazione discrezionale del magistrato, incide nonsolo sulla dimensione della popolazione carceraria -ilproblema che stiamo affrontando- ma anche sulla complessivasicurezza sociale. E’ un dato, infatti, che il condannato cheespia la pena in carcere recidiva in oltre il 68% dei casi,laddove chi ha fruito di misure alternative alla detenzioneha un tasso di recidiva del 19%, che si riduce all’1% fraquanti sono immessi in un circuito lavorativo”.

Scalia ha infine concluso sulla necessita’ di rivedere ladisciplina in materia di custodia cautelare: ”Oltre il 40%della popolazione penitenziaria e’ costituito da persone inattesa di giudizio, persone, cioe’, che secondo la nostraCostituzione dobbiamo presumere innocenti e che tali, inlarga misura, vengono poi dichiarati all’esito del processo.

Bisogna, quindi, intervenire sul terzo comma dell’art. 275c.p.p., eliminando la presunzione legale di adeguatezza dellasola custodia cautelare in carcere per soggetti gravementeindiziati dei reati li’ indicati, lasciandola per i solidelitti di mafia: la sola presunzione legale che ad oggi hasuperato il vaglio di costituzionalita’ della Corte. Lacustodia cautelare in carcere deve tornare ad essere, nelnostro sistema, l’extrema ratio: la misura cui ricorrere inpresenza di esigenze cautelari non fronteggiabili con alcunaaltra misura. Questa valutazione deve essere affidata almagistrato e non deve rappresentare il portato automatico enecessitato dell’imputazione per particolari tipi di reato,salvo -come detto- che per i delitti di mafia”.

com/vlm

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