Header Top
Logo
Lunedì 20 Novembre 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Politica
  • Kazakistan: Pd e Pdl cercano via d’uscita. Attesa per parole Napolitano

colonna Sinistra
Giovedì 18 luglio 2013 - 08:42

Kazakistan: Pd e Pdl cercano via d’uscita. Attesa per parole Napolitano

(ASCA) – Roma, 18 lug – Pd e Pdl con il fiato sospeso inattesa del dibattito domani al Senato sulla mozione disfiducia nei confronti del ministro dell’Interno AngelinoAlfano, presentata da M5S dopo l’esplosione del casoShalabayeva. Entrambi i partiti infatti, in maniera sia purediversa, stanno cercando di capire quale sia il modo miglioreper affrontare la vicenda e creare meno danni possibiliall’esecutivo. Ma soprattutto, quale sia la strada per nonessere indicati come coloro che irresponsabilmente hannoprovocato la crisi di governo. In questo senso un aiutoindiretto potrebbe arrivare dal Presidente della RepubblicaGiorgio Napolitano, che oggi in occasione della consegna delVentaglio fara’ certamente conoscere il suo pensiero sullavicenda.

Il Pdl – che ieri sera ha riunito i suoi vertici a PalazzoGrazioli da Silvio Berlusconi – difende a spada tratta ilministro dell’Interno, lasciando intendere chiaramente che sesi arrivasse alle dimissioni di Alfano la crisi sarebbeinevitabile. Ma, e’ il ragionamento che allo stesso tempomolti nel partito fanno, una crisi farebbe precipitare il Pdlin una situazione drammatica. Con la possibile condanna diBerlusconi nel processo Mediaset il partito si avvierebbealle eventuali nuove elezioni fortemente indebolito e con ilrischio, di fronte ad una candidatura di Matteo Renzi (chepuo’ dragare voti nel campo berlusconiano), di risultare allafine residuale e non piu’ in grado di determinare il quadropolitico, come fatto invece in un modo o nell’altro fino adoggi. Ecco allora che la difesa ad oltranza del ministro,esibita fino ad ora, potrebbe mutare nella consapevolezza cheforse – in nome di ragioni superiori – sacrificare Alfanodarebbe respiro al partito e al governo stesso. Ilcoordinatore nazionale del partito Sandro Bondi, noto peressere uno dei ”falchi’ pidiellini e sempre poco propenso afare sconti a Letta e al Pd in particolare, avverte deipericoli che potrebbero derivare da una crisi.

”Fermiamoci prima che sia troppo tardi – dice – se non cifermiamo in tempo non solo rischiamo di mettere a rischioquel minimo di stabilita’ che abbiamo conquistato, ma saremotravolti da uno spirito di autodistruzione che non salvera’nessuno”. In questo senso vanno quindi lette alcune voci (ei contatti continui tra i big dei vari partiti) checircolavano ieri a Montecitorio e che indicavano per esempiol’attuale ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi qualepossibile sostituto di Alfano al Viminale. Ma la partita del Pdl e’ legata a doppio filo al Pd e aquello che sara’ il comportamento del partito di GuglielmoEpifani domani al Senato. Un partito spaccato, in subbugliocon la forte tentazione, in alcune sue componenti, di volerfar saltare il tavolo cancellando cosi’ la non mai amata’larga intesa’ con il Cavaliere. Il presidente delConsiglio, da Londra, ha provato a smorzare i toni. ”Nonvedo nubi all’orizzonte sulla durata del governo – ha detto -ho letto attentamente la relazione del prefetto Pansa sulcaso Shalabayeva e da questa emerge la totale estraneita’ delministro Alfano. Comunque parlero’ in Parlamento venerdi”’.

Il premier ha fatto poi un richiamo alla responsabilita’ deipartiti, evidentemente Pd su tutti. ”La stabilita’ politicae’ essenziale per la crescita – ha rilevato – e il mio primoimpegno e’ per la crescita, ma, senza stabilita’ politicasara’ impossibile. Chiedero’ ai partiti del mio paese dicontinuare su questa strada altrimenti sara’ impossibileottenere la ripresa”. Le sollecitazioni di Letta sembrano fare breccia su MatteoRenzi, anche se spesso le parole del ”rottamatore’ sono incontrasto con gli atteggiamenti assunti e la forte azione dicritica al Pd che porta avanti. Comunque, in un’intervistaoggi su La Stampa (che riprende gran parte di quanto da luigia’ espresso ieri) Renzi si dice ”’stufo di questo fuoco disbarramento incomprensibile su ogni cosa che faccio. Se nondevo partecipare al congresso lo dicano, ma nonstrumentalizziamo per vicende del Pd una bimba di sei anniche e’ stata presa dalle forze speciali. Sono delusodell’atteggiamento del gruppo dirigente del mio partito -argomenta – che non perde occasione per aprire una polemicacon me. Non capisco, mi fa cadere le braccia un atteggiamentoche deriva nel risentimento personale.

Sto riflettendo molto”. Ma ribadisce: ”Non voglio farsaltare il governo. Se cade Letta non si vota. E anche se siformasse un nuovo governo non sarei candidabile”. Ieri ilsindaco era andato giu’ duro dicendosi ”’stupito nel vedereGiovanardi che mi insulta con le stesse parole di alcuni mieicompagni di partito” e chiedendo di non strumentalizzare”una vicenda di cui come italiano mi vergogno. Io sto con leforze dell’ordine.

Indegno scaricare su servitori dello Stato tutte leresponsabilita’ senza che venga mai fuori un responsabilepolitico”. Rivolto poi al premier aveva affermato che ”’inaula e’ andato il ministro dell’Interno e ci andra’ ilpresidente del Consiglio, che gia’ qualche settimana fa hachiesto a un ministro (Josefa Idem – ndr) di farsi da parte.

Se Letta non riesce a cambiare il Paese mi dispiace per luima non cerchi alibi”. Il primo cittadino di Firenze e’ ovviamente affiancato daisenatori che in lui si riconoscono e che in un documentochiedono al Pd di sostenere domani la richiesta di dimissionidi Alfano. Sulla stessa linea, fra gli altri, Finocchiaro,Cuperlo, Gentiloni, Bindi, Casson, Puppato. Un frontetrasversale quindi ma unito nell’insofferenza perl’espulsione della moglie e della figlia del dissidentekazako Mukhtar Ablyazov e nel pretendere la testa delministro dell’Interno. Una parola definitiva dovrebbearrivare oggi dalla riunione del gruppo Pd al Senato,prevista per le 13 e alla quale partecipera’ il segretariodel partito Guglielmo Epifani. L’ex leader della Cgil gia’ieri sera, riunendo la segreteria del partito, ha tentato didare una linea sulla vicenda, blindando di fatto Alfano el’esecutivo. In una nota emessa al termine della riunione silegge infatti che la segreteria del Pd ”si e’ riunita oggipomeriggio con i due capigruppo della Camera e del Senato perfare il punto sul caso Shalabayeva. Nel corso del dibattitola segreteria ha convenuto che il governo deve proseguirenell’opera di risanamento e per dare le risposte di cui ilPaese ha bisogno di fronte alla crisi piu’ dura della suastoria. In ragione di questa scelta – spiega la nota – nonpotranno essere votate le mozioni delle opposizioni contro ilgoverno, perche’ ne determinerebbero la caduta, mettendo ilPaese in difficolta’ in una fase delicatissima anche dalpunto di vista dei mercati finanziari.

Resta tuttavia aperto secondo la segreteria nazionale del Pdil problema di come ridare credibilita’ alle istituzioni chesovraintendono a problemi di grande delicatezza sul pianointerno e internazionale”. Come dire, noi non chiediamo ledimissioni di Alfano ma se il ministro volesse rimettere lesue deleghe, e magari restare solo vicepremier…

Un Pd che cerca di ricompattarsi insomma e di mettersialle spalle, almeno in questa occasione, quegli scontri traopposte fazioni che stanno ormai caratterizzando da mesi lavita del partito in vista del congresso. E una mano in questosenso potrebbe arrivare dal Presidente della Repubblica, checertamente oggi, in occasione della cerimonia del Ventaglio,fara’ sentire la sua voce su tutta la vicenda. Il suoprevedibile richiamo al senso di responsabilita’ di tutto ilmondo politico potrebbe rappresentare l’occasione permettere un punto alle polemiche (non certo alla necessita’ dicapire cosa sia realmente accaduto nella vicenda di AlmaShalabayeva) e permettere alle forze politiche di riprendereil duro lavoro per rilanciare il nostro Paese e dare rispostealle istanze degli italiani. Fino al prossimo scontro.

fdv/

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
Torna su