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Giovedì 18 luglio 2013 - 19:39

Crisi: Grillo, oggi peggio del ’92, andiamo verso il default

(ASCA) – Roma, 18 lug – ”Cosa ci aspetta nei prossimi mesi?La situazione economica e’ simile al 1992 quando GiulianoAmato, allora presidente del Consiglio, si presento’ intelevisione per annunciare una manovra finanziaria di 90.000miliardi di lire e l’introduzione dell’ICI. Cosa avvenneallora? Piccolo ripasso: prelievo forzoso dei conti correnti,svalutazione della lira del 7%, abbandono del SistemaMonetario Europeo (SME) che limitava l’oscillazione dellemonete in Europa. Il debito pubblico, oggi come allora, erain crescita esplosiva. Purtroppo chi non impara dalla Storiae’ condannato a ripeterla e ci aspetta un nuovo ’92 conCapitan Findus Letta nei panni dell’ex tesoriere di Craxi,Giuliano Amato”. Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog in unpost dal titolo ‘E se domani…’, dove prevede il default eallega un fotomontaggio che ritrae il premier Enrico Lettacon il berretto da marinaio e sullo sfondo il Titanic cheaffonda.

”Qualcosa pero’ e’ cambiato, in peggio. Nel ’92 – spiegaGrillo – il nostro sistema produttivo era ancora in piedi,non c’erano state le privatizzazioni selvagge di impresevitali per lo sviluppo del Paese, come Telecom, ladisoccupazione era sotto controllo. Era un’altra Italia chesi poteva permettere una mazzata fiscale mai vista prima.

L’aumento del debito pubblico a maggio e’ passatoinosservato, ma il record di 2.074,6 miliardi, con un aumentodi 33,4 miliardi rispetto ad aprile e’ sensazionale, da finedi Pompei. Il debito e’ fuori controllo e gli interessiaumentano con la svalutazione economica dell’Italla a BBB econ un PIL in caduta libera, meno 2,4 nel primo semestre e unprobabile meno 3 a fine anno. La diminuzione del PILsignifica chiusura delle aziende, disoccupazione ediminuzione delle entrate tributarie. Questa forbice,diminuzione del PIL e aumento del debito, non puo’ durare alungo. Si discute di mesi, non di anni. In Europa per gliinteressi pagati rispetto al PIL stiamo peggio di tutti. Nel2012 abbiamo pagato il 5,4% del PIL in interessi, piu’ dellaGrecia, 5%, del Portogallo, 4,4%, e dell’Ungheria, 4,3%. Ilfabbisogno annuale dello Stato e’ di circa 800 miliardi dieuro, circa 100 se ne vanno in interessi sul debito. Un euroogni otto”.

”La corsa del debito e’ irrefrenabile. Non possiamotrasformare la nostra vita in un mutuo eterno. Gia’ ora ilcosto per famiglia di soli interessi e’ di circa 4.000 euromedi all’anno di tasse. Con il ritmo attuale, nel mediotermine, tutte le entrate dello Stato sarebbero destinate alsolo pagamento di interessi sul debito. Dato che questo none’ possibile, l’alternativa, in assenza di eurobond o dirinegoziazione del debito, e’ il default”, conclude Grillo.

com-ceg/mau

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