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Martedì 16 luglio 2013 - 16:27

F-35: gen. Debertolis, programma per fare impresa industriale

(ASCA) – Roma, 16 lug – Con il programma JSF ”c’e’ laconferma della volonta’ di fare di ogni acquisizioneun’impresa industriale”. A dirlo il segretario generaledella difesa e direttore nazionale armamenti, generale disquadra aerea Claudio Debertolis, a Montecitorio ogginell’ultima audizione delle commissioni riunite Difesa diCamera e Senato dedicate alle Forze Armate ed ai verticidella Difesa, che hanno gia’ visto dallo scorso maggio gliinterventi del ministro Mario Mauro, del capo di statomaggiore Difesa, Luigi Binelli Mantelli, dei capi di statomaggiore di Esercito (Claudio Graziano), Marina Militare(Giuseppe De Giorgi), Aeronautica (Pasquale Preziosa) e delcomandante generale dell’Arma dei Carabinieri, LeonardoGallitelli. Debertolis, rispondendo alle domande di deputati esenatori, ha comunque gia’ aperto il calendario delleprossime audizioni rimandando parte delle risposte richiestealla prossima indagine conoscitiva sui sistemi d’armadestinati alla Difesa annunciata dalle due Commissioni invista del Consiglio europeo di dicembre 2013. Proprio sull’F 35 il segretario generale della Difesa hainfatti spiegato che ”essendosene occupato direttamente il ministro e avendo il Parlamento avviato un’indagineconoscitiva, in quella sede sara’ evidente comprendere neldettaglio come stiamo trasformando l’acquisizione degli F 35in una grande impresa industriale”, generando ”piu’ lavoropossibile” e mantenendo il ”controllo sul progetto”. Conritorni ”che non avvengono subito ma lavorandoci su”,seguendo lo schema dell’industria aeronautica italiana sindal dopoguerra, iniziata ”con il piano Marshall, facendo lamanutenzione degli aerei che ci venivano regalati, per poicominciare a costruire i primi pezzi con l’F104 fino ad unaversione tutta nostra, passando ancora per l’ingresso,minoritario, nel costosissimo programma Tornado che ci hapero’ portato ad un livello notevole. Poi c’e’ stata laproduzione in casa, con il Brasile, dell’AMX, e poi l’Efadove siamo entrati su quattro Paesi con il 22% sviluppandoparti importanti”. ”Il JSF – ha aggiunto – si inserisce in questo percorso,gli Usa prima erano molto chiusi sulle loro tecnologie,vendevano solo, cosi’ noi europei abbiamo sviluppato i nostrisistemi, come l’Eurofighter, proprio perche’ c’era questomuro e adesso dopo aver dimostrato che possiamo fare da soligli Stati Uniti ci hanno aperto la porta e ci hanno dettofacciamo insieme questi aerei”. Costruire l’F-35 in Italia”con molti pezzi fabbricati in Italia e nell’unica facilityal di fuori degli Usa” non significa pero’ abbandonarel’Eurofighter, ”programma maturo, che va gestito, miglioratoe venduto, con i rapporti governo-governo che non sono unamera attivita’ di vendita di sistemi di armamento ma invecela valorizzazione delle tecnologie italiane e al contempo ilrafforzamento delle alleanze”. Debertolis e’ infine intervenuto anche sull’importanzadella nuova normativa sul ”golden power” e la difesa degliassetti strategici (”Avio e’ stata venduta a GeneralElectric ma l’azienda Usa ha assicurato investimenti inItalia per qualche miliardo di euro nei prossimi anni”),sull’integrazione europea in materia di difesa, dove si e’detto ”ottimista ma verificando al contempo come pur inpresenza della volonta’ di rinunciare a qualcosa laconcorrenza, alla ricerca di profitti”, resta spietata, esul ruolo tecnologico dell’industria italiana della difesa,sempre piu’ duale e che si conferma di eccellenza ”perquanto riguarda gli addestratori e le tecnologie radar, lemigliori in assoluto sia civili che militari”. ap/sat

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