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Mercoledì 10 luglio 2013 - 15:38

Giornalisti: Marina Berlusconi, si vuol mettere informazione in manette

+++Mule’: contro di noi un atto intimidatorio+++.

(ASCA) – Roma, 10 lug – Marina Berlusconi, presidenteMondadori, esprime solidarieta’ al direttore del settimanalePanorama condannato a otto mesi di reclusione per omessocontrollo nel caso di un articolo (a firma di MaurizioTortorella) giudicato diffamatorio nei confronti del pmromano Luca Tescaroli.

”Ancora una volta -sostiene Marina Berlusconi in unanota-, si vogliono mettere le manette alla liberta’ diinformazione. Ancora una volta, nel giro di poche settimane,una sentenza colpisce addirittura con il carcere per il suodirettore un giornale che come sempre ha fatto, e bene, soloil proprio dovere: raccontare i fatti, approfondire,criticare, che non significa ne’ offendere ne’ diffamare. Eancora una volta, e’ un magistrato che si vede dare ragioneda un altro magistrato”. ”Ai sempre piu’ gravi motivi di allarme e preoccupazioneper lo stato della giustizia in questo Paese, si aggiungel’ulteriore segnale -prosegue Marina Berlusconi-rappresentato da questa sentenza. Al direttore Giorgio Mule’,a Maurizio Tortorella e all’intera redazione di Panorama,tutta la vicinanza e l’apprezzamento per il lavoroquotidianamente svolto. A chi ha davvero a cuoreun’informazione senza condizionamenti, l’invito a rifletteremolto seriamente sulle conseguenze di certi verdetti”.

Il direttore di Panorama Giorgio Mule’ in un suocomunicato sostiene che ”La nuova condanna al carcere e’ unatto intimidatorio che colpisce e mortifica la liberta’ dicritica giornalistica oltre che calpestare la dignita’ dellaprofessione. Ancora una volta vengo condannato per unarticolo in cui un magistrato, giudicato da un collegamagistrato, lamenta di essere stato diffamato. La mia colpae’ quella di aver garantito da direttore responsabile ildiritto di espressione a un giornalista, ‘reato’ di cui vadofiero. Gli articoli su Messineo e Tescaroli non contengonouna sola frase offensiva o ingiuriosa nei loro confronti, ne’riportano la falsa attribuzione di un fatto. Alla Camera e alSenato, oltre che al Parlamento europeo, si sta discutendo,proprio a seguito della condanna per il processo Messineo, lanecessita’ di riformare la legge sulla diffamazione abolendola pena del carcere. A questo punto la riforma e’ non solourgente ma anche non rinviabile. Non posso non cogliere, dopoil nuovo verdetto, la conferma di un sospetto alimentatoanche da un’inchiesta in corso a Napoli che mi vede indagatoper una strampalata, fantasiosa e assai offensiva ipotesi dicorruzione: si vuol mettere a tacere, con il piu’ umiliantestrumento qual e’ la privazione della liberta’, una voce nonallineata. E’ mio dovere denunciare con forza il tentativoilliberale in atto. Da parte mia e di Panorama la rispostasara’ quella di continuare a raccontare i fatti con ilconsueto scrupolo ed esprimere le nostre critiche o opinioninel solco della tradizione liberale del settimanale”.

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