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Martedì 9 luglio 2013 - 11:35

Imu: Brunetta, Fmi sbaglia, senza quella tassa si rilanciano consumi

(ASCA) – Roma, 9 lug – ”Il Fondo monetario internazionale harecentemente sostenuto che ”la tassa sulla proprieta’immobiliare sulle prime case dovrebbe essere mantenuta perragioni di equita’ ed efficienza fiscale’, pur riconoscendoche una tale scelta presuppone la revisione dei valoricatastali”. Cosi’ Renato Brunetta, capogruppo del Pdl allaCamera dei deputati, in una lettera pubblicata dal ”Corrieredella Sera”. ”Imu prima casa o cuneo fiscale? La questione teorica sipone nel modo seguente. La riduzione del cuneo fiscale -sottolinea l’ex ministro – rappresenta un’azione dal latodell’offerta, perche’ riduce i costi di produzione delleimprese. Ma per avere effetti sul livello della produzione edell’occupazione presuppone una fase di ripresa e non direcessione dell’economia. La situazione attuale e’ certamentecaratterizzata da forti problemi di competitivita’ deisettori produttivi italiani, ma la profonda recessione di cuinon si vede l’uscita e’ dovuta in primo luogo a una cadutadrammatica della domanda”. ”E’ necessario quindi un immediato provvedimento fiscaleche abbia un effetto dal lato della domanda. In Italia, oltrel’8o% delle famiglie italiane di ogni ceto sociale vive inuna casa di proprieta’ e spesso questa e’ una condizione disopravvivenza, soprattutto nelle fasi economiche piu’difficili. La casa, pertanto, deve essere salvaguardata. Cio’non e’ avvenuto lo scorso anno. E l’Imu e’ diventata ilsimbolo della stangata fiscale e di quella che possiamodefinire ”l’angoscia fiscale’. Nelle condizionicongiunturali e di aspettative negative che si sono cosi’determinate, l’eliminazione dell’Imu sulla prima casa assumeun aspetto altamente simbolico di svolta della politicafiscale e di riconoscimento di errori effettuati, con effettisia sulla spesa per consumi sia sul settore immobiliare”. ”Forse e’ bene ricordare che l’importanza degli effetticomportamentali delle manovre fiscali, suggeriti dalla buonateoria economica, e’ difficile da stimare mediante modellieconometrici. Proprio il Fondo monetario internazionale ha direcente riconosciuto che i moltiplicatori utilizzati pervalutare l’impatto recessivo in Europa dei provvedimenti diconsolidamento fiscale erano fortemente sottostimati, e chel’impatto e’ stato di tre volte superiore. Forse anche per ladiscussione in corso intorno all’Imu e’ bene che gli approccie le valutazioni non sufficientemente correlate allecondizioni di contesto vengano utilizzati con prudenza. E perle considerazioni teoriche ed empiriche sopra addotte checrediamo che la valutazione espressa dal Fondo monetariointernazionale, che tanto ha avuto risalto mediatico epolitico, sia sbagliata”, conclude Brunetta. com/vlm

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