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Lunedì 8 luglio 2013 - 09:18

Pdl: Cicchitto, ritorno a Foza Italia va deciso con elettori

(ASCA) – Roma, 8 lug – ”Occorre fare un passo indietro ericordare che il Pdl e’ nato su iniziativa di SilvioBerlusconi. A quel tempo ci fu un’articolata discussione,ufficiale e non, soprattutto sull’unificazione con An. Io eSchifani proponemmo dei patti federativi, uno tra Fi e An euno tra Fi e Udc. Una tesi che fu pero’ superata di colpo conil famoso discorso del predellino e dall’intesa con Fini.

Vista retrospettivamente quei patti ci avrebbero esclusodalla crisi che ha poi coinvolto Fini e An”. E’ quantoafferma il deputato Pdl Fabrizio Cicchitto, ex capogruppo aMontecitorio, oggi presidente della Commissione Esteri, inun’intervista a ‘Il Tempo’.

”Sento parlare di Fi da persone che non ci sono maistate. Io ne sono stato il vicecoordinatore nazionale e sentocose davvero inaccettabili. Fi ha una ricchezza originariache non puo’ essere rappresentata con versioni semplificate.

Ho sentito parlare di grandi imprenditori da coinvolgere, chepoi hanno detto di no; di piccoli e medi imprenditori cheoggi hanno ben altro a cui pensare e che possono esseremagari dei validi candidati ma e’ difficile che si mettano adirigere un partito. Su questo occorre essere moltoattenti”, rimarca Cicchitto, secondo cui ”due sono icriteri che secondo il mio avviso devono essere fondantinell’ottica di un nuovo partito: il fund raising e iltesseramento. Il primo va fatto con grande attenzione, non sipuo’ pensare di affidarlo a una singola persona per ognisingola regione, e il tesseramento va fatto seguendo ilprincipio di una tessera un voto, scongiurando il rischio difar tesserare anche i defunti. Se aggiungiamo a deputati esenatori nominati dall’alto a seguito del sistema elettoralevigente i dirigenti di partito ai vari livelli, nominatinello stesso modo, si acccentuerebbe un distacco dalterritorio rendendolo non piu’ recuperabile”.

”Occorre un’operazione doppia, da una parte difendereBerlusconi e il suo ruolo carismatico, dall’altra strutturareun partito radicato nel territorio con l’elezione deicoordinatori a tutti i livelli e una dialettica in grado dirafforzare il rapporto con i cittadini. In queste ultimeelezioni – evidenzia – Grillo ha utilizzato la rete el’antico strumento dei comizi, Berlusconi la tv ma quello diassolutizzare solo uno strumento allontana comunque una partedei cittadini”.

Ecco perche’ per Cicchitto boagna ”partire” soprattutto”chiedendo agli elettori se la nuova Forza Italia piace.

L’elettorato ha superato la divisione dell’ex Fi e dell’exAn, cosa che non ha fatto la classe dirigente. Diversamenteda altri io non ho ne’ un entusiasmo a priori ne’ unacontrapposizione precostituita ma occorre chiedere aglielettori cosa ne pensano e soprattutto quale partitoproporre”.

red/vlm

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