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Lunedì 8 luglio 2013 - 11:02

P.A.: Brunetta, Stato non ha piu’ alibi, pagare imprese

(ASCA) – Roma, 8 lug – ”Con l’accelerazione dei pagamentidelle Pubbliche amministrazioni verso le imprese vinconotutti. Vincono le aziende, vince l’economia italiana, vincelo Stato, perche’ si ripristina il rapporto di fiducia tragoverno e cittadino”. Cosi’ Renato Brunetta, capogruppo delPdl alla Camera dei deputati, in un editoriale pubblicato da”Il Giornale”. ”L’Europa – sottolinea l’ex ministro – ci ha gia’ dettodi si’, e ci dice di far presto. Non serve alcun passaggioparlamentare, perche’ il decreto e’ gia’ stato approvato eadesso e’ in fase di attuazione. I soldi ci sono. E glieffetti benefici, facilmente intuibili, sono sotto gli occhidi tutti”. ”Ma perche’ allora il ministro dell’Economia, Saccomanni,non persegue questa strada, che risolverebbe non solo i guaidel Paese, ma anche i guai del governo, come il finanziamentodell’eliminazione dell’Imu sulla prima casa e del bloccodell’aumento dell’Iva? Forse perch e’ non riesce a farfunzionare la sua burocrazia e le burocrazie di Regioni,Province e Comuni. Rispetto ai tempi del decreto siamo gia’in ritardo, e la situazione potrebbe anche peggiorare. Lostrumento per salvare l’Italia c’e’, ma la cattiva burocraziae la cattiva politica lo impediscono. A questo punto serveun’operazione verita’: stabilire una volta per tutte le coseda fare per portare il Paese fuori dalla crisi e denunciarechi si mette di traverso. Deve essere il presidente delConsiglio, Enrico Letta, a prendere in mano l’interastrategia”. ”Il rimborso dei debiti consiste in 20 miliardi di europer spese di parte corrente piu’ 10 miliardi di spese inconto capitale nel 2013 e in 20 miliardi nel 2014, per untotale di 50 miliardi. Nei nostri conti pubblici, i 40miliardi relativi alle spese di parte corrente (forniture dibeni e servizi) sono gia’ computati nel deficit, mentre nonsono compresi i 10 miliardi di spese in conto capitale(investimenti). Questo comportera’ un aumento del deficit,nel 2013, dello 0,5% (da -2,4% a -2,9%), gia’ concordato,come abbiamo visto, con l’Ue”. ”Entro il 30 giugno le Pubbliche amministrazioni avevanol’obbligo di comunicare ai creditori l’importo e la dataentro la quale provvederanno ai pagamenti. Ed entro il 5luglio le stesse Pa dovevano pubblicare sul proprio sitol’elenco dei debiti per i quali e’ stata effettuata lacomunicazione entro il 30 giugno. A che punto siamo? Leggendoi dati diffusi dal Mef, emerge che gli uffici sono in ritardoe le risorse insufficienti, in gran parte per la complessita’delle procedure, che rallenta la corretta ed efficaceimplementazione del decreto”. ”E questo e’ ancora piu’ colpevole, da parte delMinistero, perche’ le criticita’ del decreto sono statesempre temute, dette, evidenziate dalle forze parlamentari inquesti mesi, mentre il Mef, schiavo delle burocrazie interne,non ha mosso di un millimetro la propria posizione. Perquesto ha ragione il presidente di Confindustria, GiorgioSquinzi: ”Per crescere sfrondare lo Stato’. La necessita’ difarlo risulta evidente proprio dall’andamento del saldo deidebiti delle Pa. Come la macchina statale italiana:burocratica, pesante, costantemente in ritardo. L’occasioneper farla ripartire oggi ce l’abbiamo: accelerare i pagamentie’ una decisione che, se presa con forza direttamente dalpresidente del Consiglio e comunicata con chiarezza acittadini e imprese, e’ in grado di cambiare segnoall’andamento dell’economia italiana, da troppo temponegativo. Non possiamo sprecarla”, conclude Brunetta. com/vlm

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