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Giovedì 4 luglio 2013 - 13:49

Italia-Usa: Tricarico, alleati non sudditi. Tutto rapporto va rivisto

+++Non e’ possibile che si continui a dare senza avere+++.

(ASCA) – Roma, 4 lug – ”Tutto il rapporto con gli StatiUniti va rivisto: dalle regole sulle basi Usa sul nostroterritorio alla questione dell’F-35. Noi siamo sempre statialleati fedeli e leali, ma non possiamo restare supini”. Il generale Leonardo Tricarico in un’intervista a”l’Espresso” in edicola domani analizza le relazioni traItalia e Usa. Tricario, ex comandante dell’Aeronautica, e’stato consigliere militare di tre premier – D’Alema, Amato eBerlusconi – e ora e’ presidente della Fondazione Icsa, ilprincipale think tank sulle questioni della Difesa. Ilgenerale, insignito da Washington con la Legion of Merit, nonsi mette in dubbio il legame tra Italia e Stati Uniti, chereputa fondamentale, ma crede che sia giunta l’ora diriequilibrare questa alleanza. ”Negli ultimi venti anni c’e’ stata un’assolutaaccondiscenza. Capi di governo come Silvio Berlusconi-afferma Tricarico- ritenevano necessario accontentarequalunque richiesta senza nessuna interlocuzione critica, insegno di gratitudine per la liberazione del Paesedall’occupazione tedesca. La storia non va dimenticata maoggi il mondo e’ cambiato. Persino la Nato ha mutato natura ealla luce di questi nuovi scenari bisogna ridefinire ilrapporto con gli Usa”.

Una revisione che parte dalle basi americane: ”Non e’possibile che esistano parti del Paese che loro interpretanocome territorio statunitense: le basi devono passare sottol’ombrello della Nato, ossia di un’alleanza in cui noiabbiamo un ruolo paritario agli altri partner. Gia’ moltevolte le regole esistenti sono state violate o ignorate dagliamericani. Io ho guidato la commissione d’inchiesta sulCermis, la strage del ’98 che provoco’ la morte di ventipersone. Era l’occasione per rivedere le norme e c’era ilpresupposto perche’ l’equipaggio fosse giudicato in Italia,invece i governi non si sono opposti al processo negli Usadove c’e’ stata una sostanziale impunita”’. Le basi italiane sono state fondamentali negli ultimiconflitti: dai Balcani all’Iraq, fino alle operazioni sullaLibia dello scorso anno. ”Ma non c’e’ mai stato un ritornopolitico. Noi siamo stati al loro fianco, spesso in modoacritico, mettendo a disposizione aeroporti e uomini: cisiamo dimostrati affidabili, senza ottenere nulla in cambio.

Lo testimonia il discorso del presidente Obama che neiringraziamenti per la campagna in Libia contro Gheddafi hacitato persino la Danimarca, dimenticandosi dell’Italia”.

Lo stesso rischia di accadere per il programma F-35. ”Iocredo che l’F-35 sia uno strumento importante perl’Aeronautica. Ma l’unica preoccupazione di molti in Italia enegli Usa e’ solo quella di farci stare dentro il programma,senza curarsi dei vantaggi per il nostro Paese. Il rapportodeve essere realmente bilaterale: non e’ possibile che sicontinui a dare senza avere. Bisogna chiedere contropartitechiare, che contribuiscano allo sviluppo della nostraindustria”.

A cosa pensa in concreto? ”Quali sono i gioiellitecnologici nazionali in questo settore? L’elicottero AgustaEh-101, il cargo C-27J, l’aereo da addestramento AermacchiM-346: prodotti d’eccellenza mondiale, progettati in Italia egia’ sperimentati pure dagli americani. Ebbene, bisogna farsi’ che abbiano un mercato negli States. Bisognerebbe avviaresubito colloqui per definire tutte le questioni. Ma servonostrutture che riescano a fare pesare il sistema Paese: pensoa un comitato interministeriale presso la presidenza delConsiglio. E occorre lo sforzo di tutta la classe politicaper porsi come un interlocutore maturo nei confronti degliStati Uniti, affrontando la globalita’ dei rapporti senzanessun senso di inferiorita”’. com-min

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