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Mercoledì 3 luglio 2013 - 15:57

Camera: Bindi, con Santanche’ pari non sono. Nessun precedente

(ASCA) – Roma, 3 lug – ”Alcuni colleghi e commentatoricontinuano a chiamare in causa la mia elezione allavicepresidenza della Camera nella passata legislatura, comeesempio di comportamento bipartisan che dovrebbe essereseguito anche per la elezione della collega Santanche’.

Mentre desidero premettere che senza alcun problema seguiro’le indicazioni che il mio gruppo ci dara’, vorrei fare alcuneprecisazioni, non certo marginali”. Lo afferma Rosy Bindi (Pd), che aggiunge: ”Innanzi tuttovale ricordare che per l’elezione dei componenti dell’Ufficiodi presidenza ogni parlamentare puo’ esprimere un numerolimitato di preferenze, cosi’ da garantire le minoranze eassicurare che ciascun gruppo possa eleggere i proprirappresentanti. E per eleggere i quattro vicepresidenti sipossono votare solo due nomi”. ”Questa regola fondamentale -prosegue la Bindi- fuseguita anche nel mio caso. Fui eletta con 262 voti, laseconda piu’ votata dopo Antonio Leone e, pur essendocandidata del partito di opposizione, superai Maurizio Lupi.

Infatti, il Pdl votava per Leone e Lupi, mentre il Pd, chedisponeva di 217 deputati, votava per i due candidati diminoranza Bindi e Buttiglione. Fui eletta grazie ai voti del mio gruppo e penso dell’Udc.

Non ebbi bisogno dei voti del PdL, non ne feci richiesta e sequalche voto arrivo’ da quel partito fu libero, non dovuto eapprezzato. Mi pare che ci sia materia per non usare la miapersona in modo improprio e per ribadire che e’ il Pdl chedeve garantire i voti ai suoi candidati e superare le propriedivisioni, senza gridare al tradimento del vincolo dimaggioranza. E soprattutto senza invocare un precedente chenon esiste…”.

com-min

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