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Martedì 2 luglio 2013 - 17:31

Riforme: i Saggi affrontano il problema della forma di governo

+++Al Senato cancellata proposta di mettere mano anche allaGiustizia – Il Comitato sale da 40 a 42 membri+++.

(ASCA) – Roma, 2 lug – I ”saggi” delle riforme si preparanoad affrontare il cuore del loro madato (e del progettocomplessivo di riforma istituzionale), quello della forma digoverno.

L’appuntamento e’ per lunedi’ prossimo 8 luglio quando si”peseranno” le soluzioni che portano o al governo delpremier (il modello Westminster) o al semipresidenzialismo(modello francese) o, infine, al cancellierato (modellotedesco).

Dei tre modelli quello che -secondo indiscrezioni- appareil piu’ debole e’ il cancellierato perche’ non in grado difavorire una semplificazione del quadro parlamentare, efavorendo cosi’ di conseguenza il ricorso alle larghecoalizioni, che peraltro poco ormai funzionano anche inGermania.

In campo ci sarebbe dunque l’alternativa tra governo delpremier e sistema francese, anche se attenuato sulla scortadi quanto venne messo a punto nella ormai famosa Bicamerale.

La Commissione dei saggi ha intanto portato avanti illavoro sui ”ritocchi” da apportare al Titolo V dellaCostituzione, relativo al federalismo. In pratica nelle dueriunioni che sono state dedicate a questo tema si e’concordato di fare rientrare nella competenza dello Stato legrandi reti di trasporti e l’energia. L’idea di fondo e’quella di rendere piu’ elastici i confini delle competenzetra Stato e Regioni e di affidare la composizione deiconflitti alla seconda camera, a rappresentanzaterritoriale.

Tutto questo secondo i Saggi permetterebbe di liberare laCorte Costituzionale dalle vertenze conflittuali tra Stato eRegioni e nello stesso tempo di rivalutare politicamente laseconda camera che perderebbe il rapporto fiduciario verso ilgoverno.

Proprio a questo argomento i Saggi hanno dedicato dueprecedenti riunioni trovandosi concordi sulla finedell’attuale bicameralismo perfetto. Un provvedimento chedimezzerebbe i tempi dell’attivita’ legislativa e chepermetterebbe di dare espressione e competenza territorialecon un Senato trasformato in Camera federale delle regioni.

Nel frattempo procede al Senato anche il lavoro perl’istituzione del Comitato per le riforme (composto tra imembri delle Commissioni affari costituzionali di Camera eSenato). Novita’ e’ l’approvazione di un emendamento che ai40 (20 deputati e 20 senatori) aggiunge come membri didiritto i presidenti delle due commissioni Affaricostituzionali: il Comitato, quindi, non sara’ piu’ dei 40 madi 42 componenti.

Altra novita’, decisamente piu’ politica, e’ lacancellazione della proposta di aggiungere la giustizia tra itemi delle riforme. Con l’approvazione di un emendamentoproposto da Anna Finocchiaro, presidente della CommissioneAffari Costituzionali del Senato, e’ stabilito che le materiedi riforma sono quelle dei Titoli I, II, III e V dellaseconda parte della Costituzione, ovvero Il Parlamento (leCamere e la formazione delle leggi), Il Presidente dellaRepubblica, Il Governo, e Le Regioni, Le Province e iComuni.

Sono quindi cancellati i due altri titoli che erano statiproposti da modificare da parte del Pdl (emendamento DonatoBruno) il IV (La Magistratura) e il VI (Garanziecostituzionali, La Corte Costituzionale).

Eventuali modifiche in queste materie saranno affrontatesolo se ”strettamente connesse”, quindi conseguenti, allealtre modifiche costituzionali.

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