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Venerdì 28 giugno 2013 - 17:02

L.elettorale: Ceccanti, soluzione con selettivita’ forte e ragionevole

+++Non e’ piu’ tempo di medicine blande come il i sistemitedeschi o ispano-tedeschi+++.

(ASCA) – Roma, 28 giu – Una ”selettivita’ forte eragionevole” e’ la formula indicata dal costituzionalistaStefano Ceccanti, componente della commissione dei saggi perle riforme istituzionali, per una legge elettorale che non silimiti a superare il Porcellum, ma che faciliti anche unaforma di governo per una moderna ”democrazia decidente”.

La selettivita’ e’ riferita ad un sistema elettorale cheche porti ad un risultato maggioritario, ad individuare cioe’la componente politica legittimata a governare il Paese. ECeccanti spiega che il risultato e’ raggiungibile sia con unsistema semipresidenziale alla francese con legge elettoralea doppio turno di collegio, sia con un governo del primoministro purche’ si proceda ad un ballottaggio nazionale trale prime due coalizioni.

D – Professore, il vostro compito di riforma in un certosenso non e’ facilitato dalla pronuncia della Cassazione cheha individuato gravi difetti al Porcellum, al limite dellaincostituzionalita’?.

CECCANTI – ”La Cassazione ha posto due problemi. Il primoriprende il monito della Corte Costituzionale sulla mancanzadi una soglia minima di consensi per l’applicazione delpremio di maggioranza attribuito in un turno unico, comeavviene attualmente con il Porcellum.

Il secondo problema e’ collegato al rilievo sulla mancanzadi preferenze. E’ pero’ discutibile che esista un vincolocostituzionale, visto che per il Senato non sono mai stateutilizzate”.

D – Se non si cambia radicalmene sistema di voto, secondolei cosa si puo’ fare, cosa cambiare, per rendere praticabileil porcellum?.

CECCANTI – ”L’ordinanza della Corte di Cassazione pone ilproblema politico di soluzioni ponte, capaci cioe’ di sanarequei due gravi difetti legislativi. E le possibili soluzioniponte sono o piu’ circoscrizioni o ballottaggio nazionale.

Volendo comunque provare a delineare due possibilisoluzioni sui due aspetti critici, e limitando quindil’intervento al minimo, piu’ semplice e’ il superamento softdelle lunghe liste bloccate. Sarebbe sufficiente lamoltiplicazione spagnolizzante delle attuali circoscrizioniad un livello provinciale o pluriprovinciale. Invece l’altro problema richiede un chiarimento sullefinalita’. Se si persegue l’obiettivo di una democraziagovernante, in modo analogo a tutti gli altri livelli digoverno, la soluzione piu’ razionale e’ quella delballottaggio tra le due liste o coalizioni piu’ votate alprimo turno nel caso in cui nessuna abbia raggiunto lasoglia, individuabile tra il 40 e il 50, ripartendo il premioa livello nazionale anche al Senato.

Prendere invece altre strade, quelle di eliminare ilpremio o direttamente o indirettamente, significa fare lascelta opposta, quella di ripetere con tutta probabilita’ lastrada di larghe intese obbligate al centro per un lungoperiodo. E’ una scelta che si puo’ motivare se si assumequell’obiettivo, se invece, come credo, esso si ritieneerrata, non va assolutamente fatta”.

D – Lei ha detto che per soluzioni a regime e’ necessariauna ”selettivita’ forte e ragionevole”. Cosa vuol dire?.

CECCANTI – ”Non si puo’ affrontare la questione dellesoluzioni a regime, senza ricordare la forte frammentazioneche ci accompagna da dopo il 1989 e che non e’ statadisincentivata dalle formule elettorali successive, al puntoche e’ diventata una caratteristica permanente e nontranseunte.

E’ per questo che dico che la scelta di formule fortementeselettive si presenta al tempo stesso come legittima e piu’ragionevole della scelta opposta.

La selettivita’ deve essere altresi’ forte, dato chealtrimenti si avrebbe il costo delle distorsioni dellaproporzionalita’ senza averne i vantaggi, ovvero la chiaraindividuazione di un vincitore. Non e’ quindi piu’ tempo dimedicine, come i sistemi tedeschi o ispano-tedeschi, pensateper un livello meno grave di malattia di sistema, ormaipurtroppo stabilmente piu’ acuta.

Una selettivita’ forte deve pero’ essere ragionevole equindi passare attraverso la legittimazione, in ogni caso, diun secondo turno elettorale per la Camera dotatadell’esclusivita’ del rapporto fiduciario”.

D – Lei ha piu’ volte espresso la preferenza per unsistema a doppio turno. E’ questa la strada?.

CECCANTI – ”In caso di scelta per una forma di governosemi-presidenziale, l’opzione logica e’ il trapianto perintero del sistema francese col doppio turno di collegio perla Camera, che risolve anche il problema dei rappresentanti,con alta soglia di accesso tra il primo e il secondo turno,comunque non inferiore a quella francese del 12,5 per centodegli aventi diritto”. D – Se invece la scelta della forma di governo dovesseessere quella del premierato, del modello Westminster?.

CECCANTI – ”In caso di forma di governo del Primoministro la soluzione di gran lunga migliore sarebbe quellagia’ indicata come transitoria, ovvero un ballottaggionazionale tra le prime due coalizioni e moltiplicazione’spagnola’ delle circoscrizioni. In proposito non capisco perche’ il rapporto dei primi’saggi’ nominati dal Presidente Napolitano non abbiaconsiderato proprio questo sistema, concentrandosi invece sumolti altri, tutti con formule meno selettive, che con tuttaprobabilita’ riprodurrebbero la necessita’ di larghe intese.

Ovviamente l’adozione del ballottaggio nazionale fracoalizioni richiede come complemento l’adozione di normecostituzionali tese a disciplinare post-voto la coalizionevincente, analogamente alle altre formeprimo-ministeriali”.

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