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Mercoledì 26 giugno 2013 - 17:30

Lodo Mondadori: causa civile Fininvest-Cir arriva in Cassazione

(ASCA) – Milano, 26 giu – Lodo Mondadori ultimo atto. Domanila causa civile sulla cosiddetta ‘guerra di Segrate’ approdain Corte di Cassazione. Saranno i giudici in ermellino dellaterza sezione civile del Palazzaccio di Piazza Cavour (ilcollegio e’ presieduto da Francesco Tritone) ad esaminare ilricorso presentato da Fininvest contro la sentenza che hacondannato il Biscione a risarcire la Cir di Carlo deBenedetti con 560 milioni. Per i giudici della Corted’Appello di Milano, a tanto ammonta il danno patrimonialesubito dall’Ingegnere per essere stato ‘scippato’ dellaMondadori piu’ di 20 anni fa. Un aspetto di questa storia va subito chiarito: cioe’ chela Mondadori fa parte della galassia Fininvest e dell’imperoaziendale di Silvio Berlusconi per effetto di una corruzionedi giudici. Lo hanno confermato tutti i gradi di giudizio deiprocessi soprannominati ‘toghe sporche’ che hanno visto lacondanna di personaggi eccellenti come Cesare Previti(ministro della Difesa nel primo governo del Cavaliere) percorruzione in atti giudiziari. Berlusconi non e’ statoneppure processato: le attenuanti generiche che gli sonostate concesse in sede di udienza preliminare e la decisionedel gup Rosario Lupo di derubricare l’imputazione da’corruzione in atti giudiziari’ in ‘corruzione semplice’hanno fatto scattare la prescrizione. Ma nei tre gradi digiudizio del cosiddetto processo Imi-Sir Lodo Mondadori e’stata comunque accertata la corruzione di Vittorio Metta. Sichiama cosi’ il giudice civile che nel 1991 assegno’ allaFininvest il controllo del gruppo di Segrate, allora primocolosso editoriale italiano, dopo aver ribaltato il verdettodel precedente lodo arbitrale favorevole invece a DeBenedetti. C’e’ poi il capitolo della giustizia civile, partitosoltato una volta esaurito il cammino del processo penale. Lasentenza di primo grado e’ arrivata nell’ottobre 2009. Ilgiudice Raimondo Mesiano ha risconosciuto che fu una sentenza’comprata’ quella del giudice Metta e ha fissato in 750milioni di euro il danno patrimoniale da risarcire alla Cir.

Impianto accusatorio confermato anche dalla Corte civiled’Appello che pero’ ha ‘tagliato’ il risarcimento in denarofacendolo scendere fino a 560 milioni.

A Berlusconi, a questo punto, non resta che sperare in unverdetto favorevole della Suprema Corte. Per la decisionedefinitiva della Cassazione bisognera’ comunque aspettareancora qualche mese. La ‘guerra di Segrate’ non e’ ancorafinita. fcz/did/ss

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