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Martedì 25 giugno 2013 - 08:46

Governo: in bilico e sempre piu’ fragile dopo sentenza Berlusconi

(ASCA) – Roma, 25 giu – Governo con le ore contate. E’ questala sensazione che si respira nel mondo politico dopo lasentenza del Tribunale di Milano che ha condannato SilvioBerlusconi, nell’ambito del processo Ruby, a sette anni perconcussione per costrizione e prostituzione minorile, piu’l’interdizione perpetua dai pubblici uffici con l’aggiunta disei anni di interdizione legale. Come dire, Berlusconi e’finito. Certo, il Cavaliere vendera’ cara la pelle – e gia’si intuiscono i segnali di questo – ma e’ fuori discussioneche sia iniziata, questa volta davvero, la fase conclusivadella vita politica di Berlusconi. ”E’ una sentenzaincredibile, di una violenza mai vista ne’ sentita prima, percercare di eliminarmi dalla vita politica di questo paese -reagisce Berlusconi – e’ un’offesa a tutti quegli italianiche hanno creduto in me e hanno avuto fiducia nel mio impegnoper il paese”. Ma gli italiani che credono in lui, risultatielettorali alla mano, sono sempre meno anche se restanomilioni. La disaffezione verso la politica che statrasversalmente attraversando il Paese, il populismo delMovimento 5 Stelle, che di fatto ha scavalcato (a destra? asinistra?) il Pdl, i processi che stanno via via arrivando asentenza, il messaggio berlusconiano diventato forse logoro ecomunque non piu’ cosi’ accattivante come vent’anni fa. Ecco,l’insieme di tutto cio’ rappresenta plasticamente lasituazione in cui si trova Silvio Berlusconi, per il qualeormai – di fronte per esempio allo spettro dell’interdizionedai pubblici uffici che potrebbe diventare condannadefinitiva in autunno, con la pronuncia della Cassazione sulprocesso Mediaset – i colpi di scena, i predellini, imessaggi televisivi non sono piu’ sufficienti per risorgereda un passaggio a vuoto, da un’alleanza sbagliata, da unasconfitta elettorale. Detto questo non sono da escludere violenti colpi di codada parte del Cavaliere. Colpi che potrebbero incidere suidelicati equilibri politici attuali. La tanto pubblicizzatapacificazione, soprattutto da parte del Pdl, e’ andata asbattere – ma era prevedibile – contro le sentenze. E se gia’la scorsa settimana da parte del partito berlusconiano si eraregistrato un irrigidimento nei rapporti di governo dopo lasentenza della Consulta che respingeva la richiesta dilegittimo impedimento, oggi i toni si fanno ancora piu’ durie ultimativi.

Quasi alla ricerca del casus belli, dell’occasione perrovesciare il tavolo e tentare di andare a nuove elezioni (mabisogna fare i conti con il Capo dello Stato GiorgioNapolitano), magari in autunno, vincerle e riproporreBerlusconi premier. L’ultima possibilita’, forse, perrinviare in avanti nel tempo la pronuncia della Cassazione.

Ecco allora il rilievo che potrebbe assumere l’incontroprevisto per questa sera – anche se si parla di un rinvio -tra il presidente del Consiglio Enrico Letta (alla guida diun governo di necessita’ ma che e’ sempre piu’ fragile) eBerlusconi. Un incontro che rientra nel giro di colloquiesecutivo-maggioranza avviati dal premier ma che, se svolto,inevitabilmente assumerebbe un colore diverso dopo lasentenza di ieri. Senza dubbio Berlusconi, incontro ufficialeo meno, porra’ al premier una serie di richieste con il soloscopo di mettere in difficolta’ l’esecutivo ed avere, difronte all’impossibilita’ che queste vengano accolte, lascusa (anche davanti si suoi elettori) per rompere l’alleanzae far cadere il governo. La cancellazione dell’Imu e lo stopall’aumento dell’Iva continuano ad essere i cavalli dibattaglia del Pdl. E lo sono diventati ancora di piu’ inquesti giorni di calvario giudiziario per Berlusconi. L’expremier senz’altro ribadira’ a Letta che non sono ammessederoghe, gli interventi sono stati concordati e vanno fatti.

Ma e’ prevedibile che il Cavaliere non si limiti a questo.

Ieri Berlusconi, commentando la sentenza di Milano, ribadivacome fosse ”’veramente convinto” che lo avrebbero assoltoperche’ ”’nei fatti non c’era davvero nessuna possibilita’di condannarmi. E invece e’ stata emessa una sentenzaincredibile, di una violenza mai vista ne’ sentita prima, percercare di eliminarmi dalla vita politica di questo Paese”.

Per l’ex premier questa ”’non e’ soltanto una pagina dimalagiustizia, e’ un’offesa a tutti quegli italiani che hannocreduto in me e hanno avuto fiducia nel mio impegno per ilPaese. Ma io, ancora una volta, intendo resistere a questapersecuzione perche’ sono assolutamente innocente e nonvoglio in nessun modo abbandonare la mia battaglia per faredell’Italia un paese davvero libero e giusto”. Berlusconi intende resistere e per farlo deveevidentemente avere mano libera, senza essere ingabbiato nelgoverno con il Pd. Dopodomani si svolgera’ a Bruxelles ilconsueto Consiglio europeo d’estate. Un appuntamentodelicato, dove l’Italia – nei confronti della quale laprocedura per deficit eccessivo non e’ ancora formalmentechiusa – si presentera’ con tutte le sue difficolta’ nelreperire risorse per gli interventi su Imu e Iva, nonche’ perl’annunciato piano per il rilancio dell’occupazione. Dasettimane Berlusconi va ripetendo che l’Italia in Europa devesbattere i pugni sul tavolo e non preoccuparsi dei vincoli dibilancio. Tanto se sforiamo il 3% del rapporto deficit/pil”’non ci cacciano certo”. Un modo, questo dello sforamento,per trovare quelle risorse necessarie agli interventiannunciati, dice l’ex premier. Sapendo pero’ che non e’questa la posizione di Letta, che ha piu’ volte rassicuratoBruxelles sul rispetto da parte dell’Italia dei vincoli dibilancio. Alla luce della sentenza di ieri – e delledeterminazioni annunciate successivamente da Berlusconi – ilvertice europeo rappresenta quindi un passaggio cruciale perla vita del governo guidato da Enrico Letta. Senzadimenticare il Consiglio dei Ministri di domani che dovrebbeaffrontare soprattutto il caso dell’Iva. Insomma, se ledecisioni del Cdm non dovessero andare nella direzioneauspicata dal Cavaliere e se in particolare Letta dovessetornare da Bruxelles senza intese per superare i paletti dibilancio posti dall’Unione europea la fine del governo (cheintanto ha dovuto subire le dimissioni da ministro di JosefaIdem) sarebbe segnata. Con gli italiani ancora una voltasenza quelle riforme tanto attese e soprattutto senza unquadro politico chiaro e affidabile. E con il populismo delMovimento 5 Stelle alle porte.

fdv

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