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Lunedì 24 giugno 2013 - 11:20

Ue: Brunetta, Italia esca da logica del ‘siamo sotto tutela’

(ASCA) – Roma, 24 giu – ”L’Unione europea non decide nulla,ma in compenso sbaglia i conti. Negli anni dell’ultima crisi,l’Ue non solo ha rinviato le decisioni, ma ha costantementesbagliato le previsioni, senza per questo cambiare politicaeconomica. Ne e’ derivata una sistematica sopravvalutazionedella crescita degli Stati e una sottovalutazione deglieffetti negativi delle politiche di bilancio”. Cosi’ RenatoBrunetta, capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati, in uneditoriale su ”Il Giornale”. ”L’Italia – sottolinea l’exministro – deve uscire, nei confronti della Commissioneeuropea, dalla logica del ”siamo sotto tutela’. Dall’iniziodella crisi ogni stima della Commissione europea e’ stataaccompagnata pressappoco dalla stessa analisi: ”Lasituazione attuale e’ grave, ma lo sforzo di risanamento stadando i suoi risultati e il quadro economico migliorera’ neimesi successivi’. In realta’, i dati a consuntivo mostranocome tali previsioni erano troppo ottimistiche”. ”Abbiamo provato – continua – a calcolare gli errori diprevisione delle previsioni sul Pil dei Paesi europei.

L’errore medio di previsione in termini di punti percentualidi Pil per il 2012, si attesta a circa -1%. Vuol dire che irisultati del Pil a consuntivo indicano una sovrastima, pariall’1%, del valore contenuto nelle previsioni dell’autunno2011. Per il 2013 non esistono ancora dati a consuntivo.

Tuttavia, e’ possibile calcolare la variazione previsionaledai documenti di autunno 2011 e da quelli di primavera 2013.

Siamo di fronte a una sovrastima sistematica per tutti iPaesi, con una media dell’errore di previsione pari a -2%. Ilcaso piu’ clamoroso e’ Cipro, il cui tasso di crescita delPil e’ stato sovrastimato di 10,5 punti percentuali, mentreper l’Italia, l’errore e’ stato del 2%”. Per Brunetta ”laseconda grave mancanza della Commissione e’ stata di nonessersi rivelata in grado di redimere il contrasto sullapolitica monetaria tra le banche centrali nazionali, inparticolare la Bundesbank tedesca, e la Bce. Contrasti chehanno limitato l’impatto, positivo e risolutivo, sui mercatifinanziari delle misure straordinarie adottate dalla Bcedurante la crisi: dalle 2 aste, a dicembre 2011 e a febbraio2012, di credito agevolato (all’1%) a breve termine allebanche dell’eurozona, fino al programma Omt”. Il giudizio pendente presso la Corte costituzionaletedesca ”circa la legittimita’ di tale programma, infatti -dice Brunetta – non solo ne limita l’efficacia, ma minaccial’autonomia della Bce. Con tutte le conseguenze che nederivano. L’importanza del ruolo svolto dalle banche centralinegli anni della crisi e’ stata evidente nell’ultimasettimana, dato l’andamento delle Borse: le dichiarazioni delpresidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, circa lapossibilita’ di sospendere l’acquisto di titoli del Tesoroamericano nel primo trimestre del 2014 ha sconvolto imercati, causandone il crollo. Proviamo a immaginare cosapotrebbe accadere in Europa se, per impuntatura tedesca, learmi della nostra banca centrale venissero spuntate da unasentenza di un tribunale nazionale. Non aiutano, a talproposito, le ultime dichiarazioni di Schauble: ”L’acquistodi bond mette a rischio l’indipendenza della Bce’. Lo stessoministro, che proprio in audizione a Karlsruhe l’11 giugno,difendendo davanti alla Corte costituzionale tedesca ilprogramma Omt, affermava: ”Sono sicuro che la Banca centraleeuropea agisce nel quadro del suo mandato’. E’ questaambiguita’ che vogliamo? Forse l’Unione europea e’ morta, manon lo sa”.

com-fdv

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