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Sabato 22 giugno 2013 - 12:23

Ue:verso Consiglio su lavoro giovani con poche risorse e tante incognite

(ASCA) – Bruxelles, 22 giu – Occupazione giovanile estabilita’ finanziaria della zona euro. I capi di Stato e digoverno dei paesi dell’Ue sono chiamati a trovare soluzioniad una crisi che sembra senza fine, e adottare misureconcrete che possano permettere all’Europa di ripartiredavvero. Il vertice del Consiglio europeo di giovedi’ evenerdi’ e’ carico di aspettative, perche’ gli stessi leadereuropei hanno definito questo appuntamento come decisivo perle sorti dell’Ue. Ma gli auspici non sembrano dei migliori,perche’ da piu’ parti – soprattutto italiana – si chiedevanomisure concrete e immediatamente spendibili, mentre sultavolo rischia di esserci ben poco, a partire dalle misureper contrastare la disoccupazione giovanile. Allo statoattuale risorse fresche non ce ne sono, e cio’ che si proponee’ di poter utilizzare subito i 6 miliardi per l’iniziativa asostegno dell’occupazione giovanile (”Youth guaranteescheme”) messi a disposizione dagli Stati membri inoccasione delle negoziazioni per il prossimo budgetsettennale dell’Ue nel corso del vertice di febbraio.

Risorse non proprio ingenti, se si considera che dovrannoessere ripartite tra ventotto paesi (tra una decina di giornil’Ue accogliera’ la Croazia) e che in realta’ sono anche menodi quanto si pensi: dei sei miliardi a disposizione gli Statimembri ne hanno mobilitati appena la meta’, con gli altri tremiliardi di euro che sono stati ricavati dal Fondo socialeeuropeo. Dovranno essere utilizzati tra il 2014 e il 2020, masi chiede di poterli mobilitare tutti nel primo biennio delnuovo esercizio finanziario. Una proposta che trova leresistenze di Germania e Paesi Bassi, da sempre attenti alrigore.

Il punto di partenza delle negoziazioni tra leader sara’questo, a meno di cambiamenti dell’ultima ora, e la letturache offrono gli addetti ai lavori e’ quella di un risultatopolitico nel senso della creazione di una discussione sultema. Per evitare risultati al ribasso l’Italia sta pensandodi chiedere di usare – a sostegno di politiche per i giovanidi eta’ compresa tra i 15 e i 24 anni – i fondi strutturalinel quadro delle riprogrammazione dell’orientamento deglistessi fondi. C’e’ poi il possibile ‘jolly’ della Bei: siattende di capire come la Banca europea per gli investimentiutilizzera’ i dieci miliardi con cui e’ stata ricapitalizzatae si auspica possano essere usati per aiutare le politicheoccupazionali. Sul fronte bancario si cercano conclusioni sul progetto dimeccanismo di risoluzione delle crisi bancarie, altrotassello da aggiungere al meccanismo unico di vigilanzabancaria all’interno del piu’ ampio progetto di unionebancaria. Una discussione che riguarda da vicino i paesidell’Euro e tutti quelli senza moneta unica che hanno decisodi aderire comunque al programma. A quanto risulta, l’uniconodo da sciogliere e’ quello relativo al grado diflessibilita’ da riconoscere agli Stati per consentire alleautorita’ nazionali di considerare le singole specificita’.

Un terreno di confronto che a Bruxelles lascia comunque uncerto grado di ottimismo. Non ci sara’ infine alcuna proposta della Commissioneeuropea per un calcolo positivo del deficit maturato perspese anti-cicliche, quelle cioe’ che produrranno ritorni nelmedio-lungo periodo. L’esecutivo avrebbe dovuto sottoporre laproposta ai capi di Stato e di governo per dare impulso allepolitiche di crescita e flessibilita’, ma le divisioniinterne (fonti comunitarie parlano di ”dibattito vivacissimoall’interno del collegio dei commissari”) non hanno permessola predisposizione di un testo, testo che dovrebbe esserepresentato entro fine luglio e comunque dopo il vertice dellaprossima settimana. Pero’ non si sdrammatizza: la Commissioneguidata da Barroso ha tempo fino al 31 luglio per mettere apunto la proposta, e quindi formalmente non si ravvisanomotivi di preoccupazione.

bne/sam/

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