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Venerdì 21 giugno 2013 - 11:23

Giustizia: Grasso, non sia girone dantesco, crisi chance per rilancio

(ASCA) – Roma, 21 giu – ”L’eccessiva e irragionevole duratadei procedimenti giurisdizionali costituisce un vero eproprio diniego di giustizia, che genera sfiducia nel sistemagiudiziario, indebolisce la credibilita’ dello Stato e mina irapporti tra i cittadini e le istituzioni” e’ per questo che”dobbiamo affrontare con urgenza questa situazione, perche’la lunghezza dei tempi di risoluzione delle controversie nonserva da scudo per comportamenti opportunistici e disonesti.

Bisogna insomma approvare al piu’ presto ogni misura utile amigliorare l’efficienza della giustizia civile e adassicurare una ragionevole durata dei procedimenti”. Lo hadetto il presidente del Senato, Pietro Grasso in occasionedella presentazione del Rapporto Ocse sull’efficienza deisistemi giudiziari.

”Non e’ accettabile che i processi siano percepiti comeun girone dantesco – prosegue la seconda carica dello Stato -e che sia ”fammi causa” la minaccia piu’ frequente e piu’efficace per opporsi alle rivendicazioni dei diritti.

L’ipertrofia del contenzioso deriva dunque anche da un tassodi litigiosita’ estremamente spiccato, che ingolfa lamacchina della giustizia con il proliferare di cause diminimo valore, quali quelle in materia condominiale”. Invece, ”la giustizia e’ un servizio essenziale che loStato deve assicurare ai cittadini e alle imprese” e leriforme necessarie a sostenere la crescita, l’occupazione ela competitivita’ ”non possono prescindere dall’adozione dimisure che incrementino l’efficienza del sistemagiurisdizionale. Per questi motivi – ricorda ancora ilpresdietne del Senato – anche l’Unione europea sta adottandomisure per promuovere l’efficacia dei sistemi giudiziarinazionali” e non a caso il miglioramento della qualita’,dell’indipendenza e dell’efficienza della giustizia nei 27Stati membri e’ stato inserito nell’ambito del semestreeuropeo per il coordinamento delle politiche economiche. La fotografia della situazione in Italia mostra unasituazione assolutamente critica. Ormai da molti annil’Italia, rimarca Grasso, ”detiene il triste primato delladurata dei procedimenti civili: i tempi del primo grado digiudizio e quelli per la definizione delle controversie neitre gradi sono quasi il doppio rispetto alla media dei PaesiOCSE. La giustizia e’ poi ulteriormente rallentata dalcontenzioso civile arretrato, con circa quattro milioni dipendenze nei vari gradi di giudizio”. Senza contare il fattoche ”con un numero di magistrati inferiore alla mediaeuropea, l’Italia si trova a dover gestire un livello dinuove controversie civili pari al doppio della media deglialtri Stati membri dell’Unione”. In questo contesto la crisi, ”catalizzatore di profondetrasformazioni” puo’ rappresentare una chance, sottolineaGrasso: ”L’urgenza di intervenire con misure incisive distimolo alla crescita puo’ e deve essere il motore di riformeindispensabili per il nostro Paese e da troppo temporinviate. Sono certo che il Rapporto Ocse potra’ offriremolti utili spunti in questa direzione”. ”Come presidente del Senato non spetta a me interveniresul merito dei provvedimenti necessari a risolvere questavera e propria emergenza” continua Grasso che indicacomunque nella ”costituzione dell’ufficio del giudice e ilrafforzamento delle strutture amministrative” iniziative chepossono fattivamente contribuire alla deflazione delcontenzioso e conclude con l’impegno ”a utilizzare tutti glistrumenti a mia disposizione per assicurare un dibattitoparlamentare costruttivo e una rapida approvazione dellemisure che saranno proposte”.

njb

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