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Giovedì 20 giugno 2013 - 14:46

Rifugiati: Cir, in Italia violati diritti accoglienza richiedenti asilo

(ASCA) – Roma, 20 giu – ”La legge italiana e quella europeasono inequivocabili: prevedono che ogni richiedente asilo chearriva in Italia senza adeguati mezzi di sostentamento hadiritto a forme materiali di accoglienza sin dal momento incui presenta domanda di protezione. La ragione e’ chiara,sono persone in fuga dai loro paesi di origine perche’perseguitate, perche’ c’e’ una guerra, scappano per metterein salvo la propria vita cercando di arrivare in un Paesesicuro senza, molto spesso, alcun tipo di mezzo disostentamento. Rispetto ai migranti economici non hannoelaborato un progetto migratorio che li sostenga. Per questoquando arrivano in Italia e in Europa hanno davvero bisognodi tutto, sia da un punto di vista legale che materiale. E’grave che persone che hanno diritti riconosciuti vivano mesiper strada. Perche’ devono pagare loro sulla loro pellequello che non funziona nel sistema italiano?”. E’ ladomanda di Christopher Hein direttore del Cir, che oggi, inoccasione della giornata mondiale dei rifugiati, si esprimein merito all’accoglienza che i richiedenti asilo trovano nelnostro Paese. Come spiega Hein, ”di regola un richiedente asilodovrebbe essere accolto a seconda della condizione personalenei Cara, centri governativi, o nello sistema di protezioneper richiedenti asilo e rifugiati, sistema pero’numericamente insufficiente, nel 2013 erano previsti solo3.700 posti che dovrebbero a breve essere potenziati a5.000.

Ma ormai anche i Cara italiani sono al limite della lorocapacita’ recettiva e non hanno piu’ la possibilita’ diinserire nuovi richiedenti asilo. Sono molte, in diverseparti d’Italia, le persone costrette ad attendere settimane omesi prima di vedersi riconosciuto un diritto individuale.

Qualora non ci sia posto ne’ nel circuito dello SPRAR ne’ inquello dei CARA, la legge prevede, che i richiedenti asiloricevano un contributo economico giornaliero dalleprefetture. Contributo che, come CIR, non abbiamo mai vistoerogare”.

”Pensiamo siano molto positive le parole del Ministro Alfanoche ha annunciato un aumento fino a 8.000 posti dello SPRAR,ma speriamo che alle parole seguano subito dei fatticoncreti. E che dai centri di accoglienza si entra e si escacon una buona continuita’, senza ingolfare il sistema, perfare questo sempre di piu’ si dovra’ puntare su percorsi diintegrazione che facilitino l’uscita” dichiara ChristopherHein. ”Ma al momento sono ancora diversi i tasselli che nelsistema italiano ad oggi non funzionano, denuncia Hein – lldiritto all’accoglienza dovrebbe scattare dal momento dellapresentazione della domanda d’asilo. Ma nella prassi invecein molte citta’ il richiedente asilo viene considerato talesolo quando viene verbalizzata la domanda presso laquestura.

Questo processo in una citta’ come Roma puo’ richiedere ancheun mese, a Caserta diversi mesi, stanno in questo momentostanno dando appuntamenti per il 2014”. ”Inoltre – diceHein – in alcune questure, come quella di Roma, non vienefornita l’informazione sui diritti di accoglienzariconosciuti ai richiedenti asilo e, conseguentemente, nonviene raccolta la loro necessita’ di avere un posto o unsupporto economico.

Senza questa dichiarazione non parte nessuna domanda diaccoglienza per il richiedente asilo. Anche quando questarichiesta arriva alla Prefettura, in mancanza di postidisponibili tanto nello Sprar quanto nei Cara, i richiedentiasilo vengono messi in una lista di attesa e rimangono, inalcune citta’, per settimane e anche mesi senza alcun tipo diassistenza. Infine le Prefetture non rilasciano nessuncontributo economico a differenza di quello che prevede lalegge”.

”E’ evidente – sottolinea Hein – che il sistema diaccoglienza italiano e’ al collasso, non ha piu’ posto perinserire richiedenti asilo e sono molti anche i rifugiati chesi trovano esclusi.

Se non ci sono posti d’accoglienza, almeno che le Prefetturericonoscano loro, come previsto dalla legge, il contributoeconomico. Stiamo assistendo a una sistematica violazionedella normativa e dei diritti previsti in Italia e inEuropa”.

Il CIR chiede che sia garantito a tutti i richiedentiasilo che arrivano in Italia il sicuro accesso a formemateriali di accoglienza a partire dalla presentazione delladomanda d’asilo. Che sia certo il passaggio per tutti irichiedenti asilo dalla prima accoglienza fornita nei centrigovernativi, che deve rispettare il limite temporale previstodalla legge pari a un massimo di 35 giorni, a una secondaaccoglienza erogata all’interno del sistema SPRAR. E’evidente che lo SPRAR deve essere fortemente potenziato intermini di capacita’ ricettiva. E che il dirittoall’accoglienza verso l’integrazione dovra’ essere garantitoper un periodo minimo di un anno dal riconoscimento dellaprotezione, periodo durante il quale la persona dovrebbeavere accesso a un Programma nazionale per l’integrazionelavorativa, alloggiativa, sociale e culturale.

”Questi sono impegni che un Paese come l’Italia devefinalmente prendere e portare a termine. Siamo in un forteritardo. Non si tratta di investimenti economici aggiuntivi,si tratta, semplicemente, di utilizzare in modo differente ifondi comunitari e nazionali che sono a disposizione. Invecedi lavorare sempre sull’emergenza deve essere potenziato unsistema di accoglienza che possa far fronte in modo ordinarioall’arrivo di richiedenti asilo e rifugiati e che li possaaccompagnare verso l’integrazione attraverso percorsistrutturati. Non possiamo ogni volta trovarci impreparati estupirci che arrivano in Italia persone in cerca diprotezione. Lo scorso anno sono state presentate secondol’UNHCR 17.312 richieste d’asilo, un numero molto contenutose comparato con altri stati europei, ma nonostante questo ilsistema non ha funzionato. Ora con l’arrivo dell’estate e ilsicuro e fisiologico incremento di sbarchi non vogliamosentir parlare nuovamente di una emergenza. Se nonstrutturiamo un sistema in grado di rispondere a numeri diarrivi contenuti, siamo noi che creiamo emergenze continue”conclude Hein. red

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