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Mercoledì 19 giugno 2013 - 08:47

Governo: Letta pronto a fibrillazioni, oggi Consulta su Berlusconi

(ASCA) – Roma, 19 giu – Le fibrillazioni per il governo nonsono finite, continueranno. Lo assicura tra il rassegnato eil preoccupato il presidente del Consiglio Enrico Letta ilgiorno dopo le affermazioni di Silvio Berlusconi sullanecessita’ di sforare il 3% nel rapporto deficit/pil perreperire i fondi per la cancellazione dell’Imu e l’aumentodell’Iva. Parole, quelle di Letta che arrivano anche ilgiorno prima il pronunciamento della Corte costituzionalesulla mancata concessione del legittimo impedimentoall’allora premier Berlusconi nell’ambito del processoMediaset. Quando si parla di fibrillazioni per il governo,volendo o meno si va sempre ad incrociare il Cavaliere. Manon solo.

Il premier, dall’Irlanda del Nord dove ha preso parte alG8, non si nasconde ed e’ certo che l’agitazione checiclicamente attraversa lo strano governo da lui guidatocontinuera’. ”Non credo che le fibrillazioni finirannodomani mattina”, dice anche perche’ quella che si riversasul governo e’ la situazione di confusione che stannoattraversando i partiti della maggioranza. Dal Pd, spaccatoin correnti ed in piena fase precongressuale al Pdl, inapparenza piu’ unito ma comunque con un mal di pancia diffusoal suo interno per il progetto di rinnovamento che Berlusconista definendo. Senza dimenticare Scelta civica, dove leultime uscite di Mario Monti non sembra convincere del tuttoil fronte Udc di Casini. Dentro i partiti, riconosce Letta,”c’e’ una discussione sugli equilibri politici” checontinuera’. Ma detto questo il premier ha intenzione diandare avanti nel suo programma, assicurando che ”agiremo edecideremo collegialmente”, nel ”rispetto” per ognidiscussione tra le forze politiche. Chiaro il riferimento altentativo di bloccare l’aumento dell’Iva e al dibattito sulleriforme istituzionali.

Letta assicura di tornare in Italia ”carico di energiapositiva” e considera una vittoria diplomatica l’avereinserito nella dichiarazione conclusiva del vertice ilpassaggio sulla necessita’ che si dia ”priorita” allacrescita e alla disoccupazione, soprattutto dei giovani. Suquesto tema il premier valuta con estrema soddisfazionel’appoggio arrivato dal presidente Usa Barack Obama allepolitiche contro la disoccupazione giovanile. Certo, da moltiil vertice viene criticato per non avere dato il via adazioni concrete ma, e’ l’opinione di Letta, anche i buonipropositi possono preparare il terreno a decisioni concrete,come nel caso della lotta ai paradisi fiscali, all’elusione eall’evasione. Sullo sfondo rimane pero’ la provocazione berlusconianasullo sforamento del deficit. Una posizione parzialmentecorretta dallo stesso ex premier che ribadisce il suoeuropeismo ma che porta Letta a bacchettare comunque ilCavaliere affermando che un Paese serio mantiene le promesseprese in Europa.

Il dibattito generato da Berlusconi per evidenti scopipolitici rischia pero’ di essere meno banale di quello cheappaia. Certo, ogni volta che l’ex premier interviene suquesto o su quel tema si scatenano le guerre di religione esubito ci si divide tra favorevoli e contrari. Ma questavolta, al di la’ dei toni usati, la richiesta di allentare ivincoli per il nostro Paese non sembra essere, vedendo lereazioni e i commenti, cosi’ peregrina. Il presidente delParlamento europeo Martin Schulz riconosce che al nostroPaese, come per Francia e Spagna, puo’ essere concesso piu’tempo per rientrare nei parametri comunitari. Mario Monti dalcanto suo sostiene che lui il fiscal compact non l’avrebbefirmato. Infine, il segretario del Pd Guglielmo Epifaniconsidera che l’Ue sembra a volte una prigione e che e’necessario cambiarne il passo. Insomma, da parte di Berlusconi un evidente voler stare alcentro della scena, toccando corde (quelle dei soldi) per gliitaliani in questo momento molto sensibili. Un attivismodell’ex premier non certo nuovo, ma che potrebbe avere unmotivo particolare. E’ infatti atteso oggi il pronunciamentodella Corte Costituzionale sul legittimo impedimentonell’ambito del processo Mediaset, per il quale Berlusconi e’stato condannato in appello per frode fiscale a quattro annidi reclusione e a cinque anni di interdizione dai pubbliciuffici. In particolare, la Consulta deve decidere sulconflitto tra poteri sollevato nell’aprile 2011 dallaPresidenza del Consiglio contro il Tribunale di Milano.

Il primo marzo 2010 l’allora presidente del Consiglio SilvioBerlusconi avrebbe dovuto partecipare a un’udienza delprocesso di primo grado ma chiese il legittimo impedimentoperche’ l’udienza coincideva con una riunione del Consigliodei ministri. Il tribunale rigetto’ l’istanza e Berlusconifece ricorso alla Corte Costituzionale. Se vincera’ l’expremier, spettera’ poi alla Corte Suprema di Cassazionestabilire se l’assenza di Berlusconi a quell’udienza harappresentato un vulnus ai diritti di difesa. Una ”ferita’tale, se riconosciuta, da comportare un annullamento delprocesso. Ma potrebbe anche essere che la Cassazione ritengasecondaria l’udienza contestata ed allora non ci sarebbeannullamento. Ma nel caso la Consulta dovesse dare ragione alTribunale di Milano non ci sarebbero dubbi, il processoandra’ avanti con la sentenza della Cassazione attesa, aquesto punto, entro la fine dell’anno. Una sentenza che sedovesse confermare la condanna a Berlusconi provocherebbe unterremoto politico, con l’ex premier costretto a dimettersida senatore, impossibilitato a presentarsi a nuove elezioni esoprattutto, nel caso si arrivasse al presidenzialismo da luitanto sollecitato, senza la possibilita’ di candidarsi per laPresidenza della Repubblica. Ecco allora il Berlusconi attivo di questi giorni,impegnato nel ribadire il suo impegno verso gli italiani e lasua preoccupazione per il momento di difficolta’ del Paese.

Un Berlusconi pronto a porsi verso i suoi elettori, in casodi sconfitta alla Consulta ed in vista di una conseguentepossibile condanna definitiva della Cassazione, come unperseguitato dalla giustizia.

fdv

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