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Sabato 15 giugno 2013 - 16:00

Spending review: Cosimi, tagli troppo forti per Comuni

(ASCA) – Mirandola, 15 giu – ”Al di la’ dell’affetto che hoper il ministro Delrio, questo taglio di 2,3 miliardi dellaspending review, cui si assommano i 600 milioni che dobbiamoancora avere per l’Ici 2010, e’ troppo forte per i Comuni. Miauguro che nella riflessione, che ci sara’ nei prossimigiorni, il governo possa tornare su questa decisione”. E’una replica ”calibrata’ quella che il coordinatore delleAnci regionali, Alessandro Cosimi, offre alla notizia portataieri a Mirandola dal responsabile degli Affari regionali cheha escluso una modifica dei tagli della spending, a causadella grave crisi economica.

Parlando a conclusione dei lavori della quinta assembleadei giovani amministratori, Cosimi afferma che ”e’ un gestodi affetto lasciare ancora uno spazio al nostro expresidente, sono sicuro che se potra’, rispondera’ in pienoalle sollecitazioni che arrivano dall’associazione”, anchese ”come Comuni siamo pronti a fare la nostra parte”.

La riflessione del coordinatore delle Anci regionali si e’poi soffermata sul tema del cambiamento che ha fatto da filoconduttore alla due giorni di assemblea dei giovaniamministratori. ”Bisogna cambiare il Paese, ma per farlobisogna incominciare a porre il problema della rottura delleconsuetudini che vedono questa nazione inferiore comepossibilita’ di sviluppo rispetto alle altre”, ha dettoCosimi. Da dove cominciare quindi’? ”Intanto dai sistemi chepremiano il merito, e che consentano a tutti quelli chevogliono farlo di cimentarsi”. Ma la cosa piu’ importante e’creare ”le condizioni che favoriscono le vocazioni”. Inquesto senso Cosimi ha parlato della necessita’ che lo Statodiventi ”ostetrico” e consenta la nascita di tutte leaspirazioni”, seguendo un percorso che favorisca al massimol’autonomia dei Comuni.

Perche’, secondo il coordinatore delle Anci regionali, e’dai territori che passano le sfide del futuro. Ai Comuni ”sichiede di essere punto di riferimento per la selezione dellaclasse dirigente, di sviluppo del territorio, ed anche dicreare una cultura di cittadinanza che vada al di la’ dellefunzioni fondamentali riconosciute dalla legge 42”, rifletteil sindaco di Livorno. Ed e’ una partita che si giocainnanzitutto sulle risorse sempre piu’ risicate. Anche seCosimi si dice convinto che servono anche dei segnali e deisimboli: ”Se questi non arrivano a significare ilcambiamento, e’ difficile pensare che le istituzioni possanoriavvicinarsi ai cittadini. Se la politica istituzionale e’intesa solo in termini ragionieristici non potra’ chediventare un elemento di impoverimento del nostro paese”,conclude Cosimi. res/rus/alf

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