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Giovedì 13 giugno 2013 - 14:23

Economia:Sella,in Italia tre malattie, mercato lavoro,P.A. e concorrenza

+++”per l’Italia non c’e’ un futuro di successo fuoridall’euro e dall’Unione Europea”+++.

(ASCA) – Roma, 13 giu – I problemi dell’economia vengono dalontano ma tre malattie appaiono ora particolarmente gravi:un mercato del lavoro dualistico tra garantiti e precari,l’inefficienza del settore pubblico, la mancanza diconcorrenza. Esordisce cosi’ il neo-presidente di Assonime,Maurizio Sella (succede a Luigi Abete), nel discorso diinsediamento, lanciando a nome delle imprese associate(quelle quotate in Borsa), una serie di appelli, a Parlamentoe Governo, ad ascoltarlo il Ministro dell’Economia FabrizioSaccomanni.

Sella da’ atto al governo di essere partito bene”riportando serenita’ in un quadro politico lacerato,concentrando i suoi interventi sull’emergenza economica”,per lanciare subito dopo messagi precisi.

A proposito della partita fiscale, l’Imu non e’ unapriorita’: ”La pressione fiscale sulla casa nel nostro Paesenon e’ elevata anche dopo i recenti aumenti” e ”lapressione dell’imposta sulla prima casa delle famiglie abasso reddito e’ moderata”. ”Ulteriori esenzioni di impostacostano molto al bilancio pubblico, mentre migliorano solomarginalmente la situazione economica delle famiglie”,quindi, conclude ”non e’ questo il fronte principale sulquale cercare di ridurre i carichi di imposta; molto megliosarebbe concentrare le scarse risorse sulla riduzione delcuneo fiscale sul lavoro e le misure per l’occupazione”.

Sulla normativa in materia di transazioni finanziarie, ilpresidente di Assonime invita ad una riflessione, definendol’iniziativa assunta in sede Ue ”sbagliata edautolesionista”, con l’effetto probabile di ”un enormetrasferimento dell’attivita’ di intermediazione fuoridall’area di applicazione della tassa”.

L’appello e’ ”ad una tregua legislativa eregolamentare”e ad una rivisitazione coerente del Tuf (TestoUnico della Finanza), per semplificare un regime fiscale resocomplesso da troppo interventi specifici, a partire dalle”imposte speciali che si applicano sul settore energetico esu banche e assicurazioni” che ”dovrebbero essererimosse”.

Due punti fermi ha, infine, voluto sottolineare MaurizioSella in chiusura: ”per l’Italia non c’e’ un futuro disuccesso fuori dall’euro e dall’Unione Europea” e ”Dopotanto pessimismo e tanta attesa e’ giunto il momento in cuidobbiamo sapere risollevarci, investire, crescererapidamente”.

sat/

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