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Mercoledì 12 giugno 2013 - 10:51

Sanita’: Fiaso, in 10 anni chiuse 23% Asl. No dimensione in base a dogmi

(ASCA) – Roma, 12 giu – Nell’ultimo decennio il numero delleAziende sanitarie (Asl) si e’ ridotto del 23% – con unaaccelerazione soprattutto negli ultimi 5 anni, specie nelleRegioni in Piano di rientro – passando dalle 659 del 1992alle 80 del 2012: nella maggioranza dei Servizi sanitariregionali (Ssr), infatti, la dimensione comune delle Asl e’diventata quella provinciale, con casi di aggregazionipersino regionali, come quello delle Marche.

Lo si legge nel ‘position paper’ presentato oggi a Romadalla Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere(Fiaso) la quale sottolinea come la giusta dimensione delleAsl dovrebbe essere stabilita, caso per caso, ”considerandotutte le variabili in gioco e senza accontentarsi di seguireun dogma”.

”Non esistono automatismi che facciano concludere maxi e’meglio di mini o viceversa”, ha indicato il presidenteFiaso, Valerio Fabio Alberti, citato in una nota. ”Piu’ che concentrarci sui modelli accentramento odecentramento, che vanno e vengono come il pendolo haillustrato Alberti – abbiamo preferito concentrarci suimeccanismi che determinano la funzionalita’ dei servizi: comela perdita di identita’ aziendale e la presenza di top emiddle management con le capacita’ di gestione dei processi edelle risorse che aziende di piu’ vaste dimensionirichiedono”.

In tale quadro, dunque, Fiaso sottolinea come”riconsiderare la plasticita’ dei confini aziendali nonintende significare un ridimensionamento della funzione digoverno di sistema che assicurano le Regioni, ma offrire unavisione piu’ aggiornata della governance in sanita’, in cuila legittimazione ed il presidio del disegnopolitico-istituzionale sono saldamente nelle mani dellaRegione, mentre le aziende sovraintendono il processo di suarealizzazione”, conclude la Federazione delle Asl e degliospedali.

com-stt

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