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Lunedì 10 giugno 2013 - 11:41

Infanzia: Grasso, poveri 17% bambini. E’ vera ‘questione’ sociale

(ASCA) – Roma, 10 giu – ”La spesa pubblica, soprattuttoquella destinata ai minori, non e’ un costo ma uninvestimento fondamentale che ‘paga’ sia in termini di tuteladi diritti che in un’ottica di razionalizzazione e risparmioper il futuro”. Lo ha detto il presidente del Senato,Grasso, aprendo la presentazione della Relazione del Garanteper l’Infanzia e l’adolescenza e richiamando alla necessita’di una ”inversione di rotta”: ”La spesa pubblica,soprattutto quella destinata ai minori – ha detto – non e’un costo ma un investimento fondamentale che ‘paga’ sia intermini di tutela di diritti che in un’ottica dirazionalizzazione e risparmio per il futuro”. ”I progressiraggiunti sono straordinari, frutto di battaglie che hannorichiesto anni di impegno”, ha aggiunto, ”eppure ancoramolto c’e’ da fare. Un fattore come la poverta’, che inItalia riguarda essenzialmente il Mezzogiorno, tocca davicino molti bambini e le loro famiglie e spesso portaall’emarginazione e alla discriminazione. Il sostegno allefamiglie, a partire dalla maternita’ e dal lavoro femminile,e’ imprescindibile per qualsiasi progetto che vogliaonestamente parlare di politiche per l’infanzia el’adolescenza”.

”L’Italia – ha ricordato – su 29 Paesi e, insieme aglialtri Paesi dell’Europa meridionale, si trova nella terzafascia piu’ bassa della classifica sull’indigenza infantilerelativa, con il 17% dei bambini sotto la soglia di poverta’.

Non siamo piu’ di fronte ad un ‘disagio sociale’; dobbiamoparlare di una vera e propria ‘questione sociale’ da porre alcentro dell’attenzione e dell’azione pubblica”. ”A frontedi un aumento del reddito globale nella parte ricca del mondoche va dal 100 al 200 per cento negli ultimi cinquant’anni,una percentuale significativa dei bambini continua a viverein famiglie in condizioni di poverta’ tali da mettere arischio la loro salute e il loro sano sviluppo. Questosignifica che il reddito delle famiglie non puo’ esserel’unica misura per rappresentare il benessere dei bambini neipaesi cosiddetti ricchi, ma e’ necessario affiancare aiconvenzionali indicatori della crescita economica,statistiche piu’ direttamente correlate alla vita dellepersone, allo sviluppo umano, in termini di istruzione,salute, democrazia, equita’ sociale, tessuto relazionale”.

”Le conseguenze di una mancata protezione e promozione delbenessere infantile sono pesantissime – ha ammonito ilpresidente del Senato – e si ripercuotono nelle fasisuccessive della vita di un bambino. In quest’ottica nonpossiamo ignorare le difficolta’ in cui versa il sistemascolastico, spesso privo di risorse. La compromissione di uncorretto sviluppo cognitivo porta a risultati scolasticiscarsi; la scolarita’ carente determina competenze ridotteche inducono bassi livelli di produttivita’ e reddito; da quidiscendono alti tassi di disoccupazione e una maggiordipendenza dallo stato sociale; il risultato finale e’ unasempre maggiore diffusione di comportamenti antisociali e ilcoinvolgimento in attivita’ criminali. Puo’ sembrare brutaledetto cosi’, ma questa e’ una realta’ per il 10 per centodella popolazione italiana. Un bambino, un ragazzo, un adultosu 10”.

Ora, se esistesse un solo dovere per una democrazia evoluta,questo consisterebbe nel saper offrire a ciascun suo figliouguali opportunita’ di crescere, studiare, migliorarsi”. ”Insomma – ha concluso – non e’ sufficiente dichiarare idiritti di chi non e’ in grado di difendersi; bisogna saperlirispettare, difendere, coltivare”.

mpd/

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